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Il circolo virtuoso della pianificazione: una guida per l’autonomia dei giovani

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Picture of Lorena Lollini

Il mondo è in costante movimento, le distrazioni sono all’ordine del giorno… e oggi gli adolescenti si trovano spesso disorientati nel gestire il proprio tempo e nel mantenere il focus sugli obiettivi a lungo termine. Come possiamo guidarli verso un’autonomia efficace nell’organizzazione delle loro giornate? La risposta risiede nella comprensione e nell’applicazione di un concetto fondamentale: il circolo virtuoso della pianificazione.

 

La pianificazione oltre la rigidezza: una visione flessibile e creativa

Contrariamente a quanto molti possano pensare, la pianificazione non è un esclusivo strumento di lavoro per chi gestisce progetti e persone. Non è nemmeno sinonimo di un impegno improrogabile. Al contrario, pianificare significa dare forma alle proprie giornate, immaginare un futuro desiderato e allo stesso tempo essere flessibili, pronti a cambiare i piani senza perdere di vista gli obiettivi principali. La pianificazione, dunque, si adatta perfettamente alla vita dinamica di un adolescente, aiutandolo a navigare tra urgenze e priorità.

La pianificazione come stile di vita

La pianificazione, spesso fraintesa come un rigido schema di azioni predefinite, va ben oltre la semplice organizzazione di attività e impegni. Si tratta, invece di un potente strumento di crescita personale e di una filosofia di vita che valorizza il miglioramento continuo e l’adattabilità. Questo processo di pianificazione non è lineare né statico; è piuttosto un ciclo dinamico che si evolve e si adatta alle mutevoli circostanze e aspirazioni individuali.

Quando i giovani adolescenti imparano a pianificare, acquisiscono molto più di una semplice capacità organizzativa. Sviluppano una mentalità orientata alla soluzione, che li aiuta a navigare attraverso le sfide della vita con maggiore resilienza e creatività. La pianificazione in questa fase della vita diventa un esercizio di autoconsapevolezza, dove i ragazzi iniziano a riconoscere e a valorizzare i propri punti di forza, interessi e passioni. Questo processo li guida a definire obiettivi significativi e realistici, che rispecchiano le loro autentiche aspirazioni.

Imparare a pianificare in età giovanile è anche un’esplorazione dell’arte del bilanciamento. I giovani apprendono come equilibrare i propri sogni con le responsabilità quotidiane, imparando a gestire il tempo in modo efficace e a stabilire priorità. Questa abilità è fondamentale per creare un equilibrio sano tra lavoro, studio, tempo libero e relazioni personali, un equilibrio che sarà cruciale durante tutte le fasi della loro vita

Pianificare in maniera equilibrata

La vita non è soltanto un susseguirsi di obblighi scolastici o lavorativi, ma un mosaico di esperienze che include gli amici, la famiglia, lo sport, l’autocura, l’amore, il volontariato e la meditazione. Queste sono le attività che arricchiscono le nostre giornate e danno senso alla nostra esistenza. È fondamentale educare i giovani alla comprensione che un’eccessiva focalizzazione sui doveri non è sostenibile a lungo termine: non possiamo vivere in una costante tensione! Il relax, il divertimento e la leggerezza sono essenziali per il nostro benessere. Come diceva il mio professore di Analisi 1, “Meglio essere un felice ignorante che un infelice ingegnere!”, l’arte di bilanciare la vita sta nel dare priorità a ciò che ci appassiona, assicurandoci che queste passioni non vengano mai messe in ombra. Dobbiamo chiederci quali sono le attività che nutrono la nostra felicità e il nostro benessere.

Pianificazione come processo dinamico

La pianificazione è un processo dinamico, più simile a un abbozzo che a un’opera finita. È saggio scrivere i nostri piani a matita, tenendo sempre a portata di mano una gomma pronta per cancellare e riscrivere. Questo ci permette di rimanere agili e pronti a cogliere le opportunità che si presentano, consentendoci di modificare i nostri piani, rivedere gli obiettivi, capovolgere le priorità e, soprattutto, correggere gli errori.

Ricordiamoci che correggere gli errori è fondamentale: non si tratta di evitarli, ma di imparare da essi! Si pensi agli aerei: nonostante siano spesso fuori rotta a causa di condizioni imprevedibili, raggiungono comunque la loro destinazione grazie agli aggiustamenti continui del pilota. Questa è la metafora che dovremmo usare nell’educare i giovani: insegnare loro a essere i piloti della propria vita, capaci di adattarsi e correggere la rotta quando necessario. Pianificare con flessibilità, quindi, significa accettare l’inevitabilità degli errori e dare a noi stessi la libertà di cambiare direzione e obiettivi. L’importante è sempre avere il coraggio di scrivere i propri piani.

Gratificazione e autocritica nel processo di pianificazione

La revisione periodica della pianificazione è un momento cruciale, non solo per verificare i progressi ma soprattutto per celebrare gli obiettivi raggiunti. Questo atto di auto-riconoscimento, lontano dall’essere banale, è fondamentale. Spesso i giovani non imparano a valorizzare i propri successi perché molti adulti trascurano questa pratica o, peggio ancora, adottano una falsa modestia, negando a se stessi la gioia derivante dal raggiungimento di traguardi significativi per la propria vita e quella delle persone care.

La gratificazione deve essere autentica e non forzata: non si tratta di mettere i ragazzi su un piedistallo, ma di aiutarli a rimanere con i piedi per terra, riconoscendo e apprezzando i propri successi. Gratificarsi non significa autocelebrarsi senza motivo, ma piuttosto riconoscere e valorizzare ciò che è stato effettivamente conseguito! Questo processo contribuisce a costruire una solida base di autostima e fiducia in sé stessi, fondamentale per affrontare l’ultimo passo del percorso di crescita e sviluppo.

In conclusione, il viaggio è più importante della destinazione

L’auto-gratificazione nutre il desiderio di migliorarsi, un processo che inizia ponendosi due semplici ma fondamentali domande. Con le risposte a queste domande ben presenti nella mente, possiamo rimboccarci le maniche e rimodellare i nostri piani. Infatti, la pianificazione è un ciclo senza fine che ci accompagna per tutta la vita. Come diceva Oriana Fallaci in “Lettera a un bambino mai nato”:

Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. E per superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi.

Queste parole enfatizzano l’importanza di essere sempre in movimento, di continuare a esplorare e a definire nuovi traguardi. È nel percorso, più che nella destinazione, che risiede il vero significato della vita. Continuare a pianificare e a migliorarsi è ciò che ci mantiene vivi, curiosi e impegnati nel nostro personale e professionale sviluppo.

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Lorena Lollini

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