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Mariti e Playstation: 4 utili consigli per mogli disperate

Marito-Playstation
Nan Coosemans

“Ciao Nan, ti scrivo per comunicarti la mia delusione nei confronti di mio marito. Ci siamo conosciuti da ragazzi, abbiamo deciso insieme di fare una famiglia, anzi è stato lui ad insistere di più. A quel tempo lui giocava alla playstation come hobby e sinceramente ci stava come cosa ma MAI AVREI PENSATO CHE DOPO ANNI E DUE FIGLI avrei dovuto combattere anche con lui che è attaccato alla playstation. Mi sento frustrata, come mai io cresco e lui invece dimostra di non avere alcun senso di responsabilità? Quando poi ne parliamo sembra che io sia quella che gli “nega il permesso” di giocare e di svagarsi” 

Così inizia l’email di Manuela (nome di fantasia), che mi ha scritto proprio qualche settimana fa. 

Il tema dei padri che giocano alla playstation è molto più comune di quello che si pensa.  Purtroppo questo atteggiamento dei papà, che analizzeremo a breve, spesso è fonte di grandi litigi e di gravi delusioni per le mogli che “vorrebbero un uomo più maturo” al proprio fianco. 

La bella notizia, però, è che non tutto è come sembra e questa situazione, vissuta così male da ambo le parti, si può risolvere (nella maggior parte dei casi) più facilmente di quello che si pensa. 

In qualità di coach per famiglie e adolescenti questi conflitti familiari rappresentano, ovviamente, il mio pane quotidiano

Ecco che quindi vorrei, in questo articolo, illuminare le mogli/mamme in merito a 4 comportamenti costruttivi per affrontare serenamente questo argomento con il proprio consorte.

1.Impara a non generalizzare 

“Non posso credere di aver fatto dei figli con un totale irresponsabile” . 

Cosa sta comunicando questa frase al proprio marito/compagno? -> Non mi fido di te, sei totalmente irresponsabile su tutto e non c’è alcun lato positivo in te. 

Il primo suggerimento che mi sento di dare alle mogli è quello di NON GENERALIZZARE.  Ognuno di noi ha tante sfaccettatur ok e e indossa diversi cappellini e così anche gli uomini sono chiamati a ricoprire più ruoli: il marito, il padre, l’amico, il lavoratore.

Un uomo potrebbe essere un favoloso padre, un amico affidabile o un leader a lavoro pur avendo “la passione” per la playstation. Giocare alla console non annulla tutti i lati positivi di una persona. 

Molto meglio ricorrere ad un tipo di comunicazione diversa che potrebbe essere la seguente: 

“ Sei un ottimo padre e hai tanti lati positivi, mi fido di te e sento il tuo supporto come uomo, riguardo l’uso della playstation però potremmo cercare di cambiare qualcosina? Perché secondo me non c’è un giusto equilibrio, ed io mi sento sola, frustrata ecc ecc “ 

Non si urla da una parte all’altra della casa, davanti ai figli: “Ancora alla play saei? ora te la butto dalla finestra! Non mi aiuti mai in casa!”

Questo tipo di atteggiamento danneggia ancora di più la famiglia, in quanto i ragazzi sentono i genitori in disaccordo, il padre viene screditato dalla madre e loro, poverini, sentono di dover poi prendere le parti di uno o dell’altro. 

2.Accetta che uno dei suoi hobby sia la playstation

Non possiamo cambiare gli altri, possiamo parlare agli altri di come ci fanno sentire e poi lasciarli liberi di agire ma non possiamo cambiarli…devono farlo loro se vogliono. 

Non importa se quando hai conosciuto tuo marito lui giocava alla playstation e tu hai idealizzato un futuro in cui lui avrebbe smesso di giocare. 

Ciò che idealizzi non esiste, l’unica e sola realtà è quella che stai vivendo. Il fatto che lui non abbia soddisfatto la tua visione, non vuol dire nè che sia una cattiva persona e né che tu sia stata una “stolta” a fare la scelta sbagliata. 

Quindi consiglio alle mogli di smetterla di guardare al passato, di avere come termine di paragone le proprie aspettative.

Il presente non si migliora rinnegandolo e  giudicandolo, ma solo osservandolo e agendo per fare qualcosa.

L’hobby della play non è una cosa così negativa, anzi, in alcuni casi, è qualcosa che può unire genitore e figlio/figlia. 

Gli uomini sono la parte genitoriale che tende, più delle donne, a conservare un lato maggiormente infantile e giocherellone. Questo aspetto va bene perché a volte serve ad alleggerire il clima familiare, a smorzare la rigidità di alcune regole e anche a rendere l’atmosfera e gli impegni quotidiani più “digeribili”. 

La regola generale però è, come per tutte le cose, di non esagerare. 

Se il marito esagera come nel caso di questa mamma che scriveva in rete “mio marito è piantato davanti alla play, mangia e va a giocare, torna dal lavoro e va a giocare, io la sera sono fidanzata con il divano” , allora ovviamente bisogna parlarne. Con calma, in disparte da amici e figli e con i modi indicati al punto 1 di questo articolo. 

3.Il vizio del gioco potrebbe essere il segnale di qualcos’altro. 

A meno che il marito non sia sempre stato così o a meno che non abbia particolari patologie venute fuori in età adulta, il fatto che abbia iniziato all’improvviso a giocare potrebbe significare due cose. 

  • ha trovato la novità e fa fatica a separarsene, quindi è una cosa passeggera che prima o poi abbandonerà
  • sta cercando di evadere dalla realtà forse perchè qualcosa lo preoccupa/annoia/rende frustrato.

Invece di dire “sei peggio dei nostri figli, devo combattere anche con te” ogni moglie potrebbe innanzitutto chiedersi “cosa sta succedendo? Da quando la relazione è cambiata così? Perché?” 

Ogni situazione sfidante è sempre una buona occasione per metterci alla prova e migliorare ciò che abbiamo. Gli uomini non sono come noi donne, gli uomini spesso agiscono e basta e con le azioni PARLANO

E’ compito di noi donne condurli con la mano verso una modalità di apertura e consapevolezza diversa, se quello che cerchiamo è chiarezza. 

Non bisogna aggredire se si vuole che l’altro si apra e ci sia un sano confronto tra adulti. Spesso loro stessi non sono totalmente consapevoli di stare attuando un atteggiamento di fuga, di rifiuto e/o di ribellione.

Quel ragazzo che hai sposato non è quello di prima così come tu non sei quella di prima, la relazione è conoscersi e scegliersi ad ogni età perchè magari, tirando le somme, ci si rende conto che, nonostante i cambiamenti, le cose importanti, i valori e le priorità sono comunque rimaste invariate. 

4.Scegliete delle chiare regole in casa 

Così come per gli adolescenti, anche per gli adulti il “proibire qualcosa” non funziona. Piuttosto è meglio concedere quella cosa e regolamentarla con dei patti. 

Ebbene si, anche da adulti, in alcune occasioni, bisogna scendere a patti. 

Il patto è una forma di compromesso che funziona sin dall’antichità, i patti hanno salvato nazioni intere da guerre imminenti…e quindi confido nella loro capacità di poter salvare una famiglia.

Fate un patto con i vostri mariti, se voi seguirete i punti 1,2,3 lui sarà ben predisposto nei vostri confronti, non si sentirà giudicato e sarà, invece, invogliato a collaborare, ad analizzarsi e ad agire seguendo una via più responsabile. 

Attenzione però a non recitare la parte della mamma, è proibito dire frasi del tipo:

  • io ti permetto di giocare
  • io ti lascio giocare

Nessuno permette niente, ognuno dice di cosa ha bisogno e l’altro dice cosa lui/lei può fare a riguardo. 

Preparatevi care donne perché anche loro avranno delle pretese da voi e, se è vero che le situazioni WIN-WIN ( dove tutti vincono) sono l’unico modo di risolvere qualsiasi cosa, anche voi dovrete dare qualcosa, ascoltarli e analizzarvi. 

Pensate forse di essere immacolate e solo vittime? 

Mhh solitamente non è così, anche noi spesso pensiamo di “non far niente di male” e invece ascoltando i nostri mariti, i loro punti di vista sono diversi.

Marito e moglie, condividendo i propri pensieri diventano uno stimolo l’uno per l’altro a migliorarsi, cambiare, crescere, alleggerirsi. 

Provate a seguire ognuno di questi consigli e fatemi sapere come va!

CONSIGLIO BONUS

Ah dimenticavo… una volta chiarita la situazione con i vostri mariti ed eliminati i dissapori, fatevi una partita alla play anche voi.

Fatevi vedere sotto un’altra luce da lui e dai vostri figli, servirà a voltare pagina distaccandosi dal clima pesante del passato e creando più connessione tra tutti. Vi assicuro che vi farete anche due risate insieme. Attenzione a non diventare dipendenti ehhehe.

 

Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia

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