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Quando la separazione diventa virale

Divorzio
Silvia Prausello

Siamo sicuri che l’epidemia degli ultimi anni sia solo il SARS COVID-19? O potrebbe esserci qualcos’altro, nascosto sotto i nostri occhi, che fa sì che le coppie si separino a ritmi sempre più frenetici? Oggi lo scopriamo insieme… cominciando dalla mia esperienza personale.

Il mio viaggio verso la separazione

21 anni fa anche io mi sono separata, e ormai sono diversi anni anche di divorzio: all’epoca era piuttosto raro, ma col tempo è diventato sempre più comune. Un aneddoto illuminante mi fu raccontato da un’amica, anche lei separata, che insegnava alle scuole elementari. Un giorno mi disse: “Ho l’impressione di essere diventata come i miei piccoli alunni, che si inventerebbero qualsiasi cosa pur di non venire a scuola…”

Un’affermazione strana da parte sua, vera insegnante per vocazione!

Alla mia richiesta di spiegazione mi rispose che da qualche settimana, praticamente ogni mattina, almeno una coppia di genitori la avvicinavano chiedendole se notasse qualcosa di strano nel/la proprio/a bambino/a: atteggiamenti, comportamenti, reazioni… Perché avevano deciso di separarsi.

Così, scherzosamente, mi chiesi se il giro ci fosse il “virus della separazione”.

Ecco: in questo articolo non intendo dare spiegazioni sul perché le coppie “scoppino”, tantomeno se sia giusto o sbagliato. L’aspetto su cui ritengo sia importante focalizzarsi è invece comprendere come i nostri figli vivano questi momenti di transizione, soprattutto in un’età in cui risulta ancora difficile comprendere questi meccanismi da adulti.

Una panoramica dei dati recenti

Giusto per dare un’idea della portata di questo fenomeno, ecco alcuni dati: L’Associazione Nazionale Divorzisti Italiani ha rivelato un aumento delle separazioni del 60% nel 2020 rispetto al 2019. Mancano i dati delle coppie non sposate, ma si presume che le cifre sarebbero analoghe. L’ISTAT, dall’altro lato, fornisce dati che risalgono al 2018. Concentrandosi sugli adolescenti tra i 10 e i 17 anni (la fascia d’età di cui in Younite ci occupiamo), su un totale di 45.271, la maggioranza era in affidamento condiviso.

L’impatto della separazione sui bambini

Ma cosa significa tutto questo per i nostri figli? L’adolescenza è un periodo già complesso, figuriamoci con l’aggiunta dello stress della separazione dei genitori, che prevede l’insediarsi di una situazione stravolgente di tutti i meccanismi e le abitudini famigliari!

Torniamo al mio esempio personale.

Sono stata col padre dei miei figli per vent’anni, dieci prima e dieci dopo il matrimonio. Ci siamo sposati per amore: nessuno ci ha costretti, avevamo due lavori impegnativi, il progetto dell’appartamento l’abbiamo realizzato un po’ per volta, mentre già ci vivevamo. Dopo circa 3 anni è nato il primogenito, dopo altri 5 anni è arrivata la figlia femmina: li abbiamo entrambi voluti e cercati e sono nati e cresciuti sempre sani e forti.

E poi… il “ma”: per una serie di motivi, gli eventi della vita ci hanno sopraffatti. Nulla di particolarmente stravolgente, ma dopo due anni dall’arrivo della bambina (e dopo mesi e mesi cercando di chiarire la situazione), la situazione è degenerata. Lui se n’è andato e c’era già un’altra. 

Non ti racconterò il mio crollo emotivo (naturale, no?), che è comunque parte del passaggio alla nuova vita. Ti racconto invece come era organizzata la gestione dei figli, allora di 2 e 7 anni.

Al più grande abbiamo parlato, spiegandogli che per lui non sarebbe cambiato nulla (eh…), che non era certamente sua la colpa di quanto stava accadendo e che, qualunque cosa fosse successa, per lui mamma e papà ci sarebbero sempre stati. Alla piccola, invece, mutismo: convinti che 2 anni fossero pochi per comprendere le circostanze, non le abbiamo detto nulla… e infatti, le sue difficoltà sono emerse dopo il compimento dei 9 anni.

La nostra separazione non è stata una passeggiata di salute: 12 anni di battaglie in tribunale, una distanza fisica di 150 km tra noi, la figura paterna ovviamente assente nel quotidiano. La difficoltà nella gestione dei weekend, delle feste (assegnate)… e la comunicazione tra noi genitori era limitata e focalizzata solo sui nostri figli.

E poi?

Io ho cercato di fare del mio meglio, di non denigrare il mio ex marito e la nuova compagna davanti ai figli, di farmi forza e di essere sempre presente (nonostante lavorassi da turnista). Eppure, nonostante tutto l’impegno che mettessi, nulla ha impedito alla mia bambina di manifestare segnali di ansia per i cambiamenti, le novità e gli imprevisti, mentre il primogenito si chiudeva in se stesso e, quando si apriva, volavano parole taglienti come bisturi.

Verso la guarigione

A dispetto delle sfide, ho fatto del mio meglio per sostenere i miei figli. Avevo il sostegno dei miei genitori e l’aiuto di professionisti competenti, ma non è stato un percorso facile né per me, né per i miei figli. Sul benessere di tutti, la mia separazione ha avuto un impatto importante.

Grazie a Younite, e al loro supporto come Family Coach, ho trovato strumenti preziosi per gestire la situazione. Mia figlia, allora 16enne, partecipò ad un camp e i risultati si notarono immediatamente (anche se il cammino verso l’indipendenza emotiva è ancora in corso). Oggi ha 23 anni, vive, studia e lavora lontano da casa e fa tutto con grande entusiasmo. Direi che ha compreso finalmente anche le nostre dinamiche familiari e genitoriali.

Mio figlio, ormai 28enne, oggi vive un rapporto equilibrato con entrambi i genitori e ha in mente un ambizioso progetto di studio e ricerca all’estero: si confronta con noi quando deve prendere decisioni. 

Ora, guardando i miei figli crescere e prosperare, sono grata per le risorse e le conoscenze acquisite.

E con il mio ex marito… qual è la situazione?

In questi ultimi tre anni i rapporti sono migliorati: abbiamo avuto un colloquio chiarificatore dopo quasi 17 anni e da allora si è aperto uno spazio collaborativo per i figli (e a volte anche tra di noi).

A volte siamo convinti di sapere benissimo quale sia il meglio per noi e i nostri figli, e ci capita di procedere dritti per la nostra strada… per poi accorgerci che le nostre valutazioni erano sbagliate e che negli adolescenti questi “errori” si manifestavano come conseguenza.

Se nel 2002 avessi avuto gli strumenti e le conoscenze che ho oggi grazie Family Coach di Younite, probabilmente il percorso sarebbe stato diverso: certamente non tutto “rosa e fiori”, ma avremmo affrontato questa transizione in un’altra maniera, così come sarebbe stata più consapevole anche la gestione dei figli.

Che dire: se state per affrontare una separazione, o se è già cominciata, sono disponibile come Family Coach di Younite a seguirvi lungo questo percorso (da soli o in coppia). La separazione è una scelta, ma il benessere dei propri figli dev’essere una priorità.

Silvia Prausello

Family Coach di Younite



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