La mia esperienza con la separazione dei miei genitori

Genitori separati
Aurora Brunelli

Ciao, mi chiamo Aurora Brunelli e sono una Youth Coach Younite. 

Il mio è il lavoro più bello del mondo perché mi offre l’opportunità di guidare ragazzi dai 9 ai 18 anni e mostrargli come fortificarsi, credere in sé, lasciar andare ciò che del passato li ferisce e darsi da fare per costruirsi un presente e un futuro su misura dei loro sogni.

L’obiettivo di questo mio primo articolo non è quello di dare consigli o lezioni rispetto all’argomento “divorzio”, bensì quello di raccontare la mia storia, per farmi conoscere meglio e quindi far sapere a te che stai leggendo, qualcosa di vero che ho vissuto sulla mia pelle. Se poi la mia storia può esserti utile e darti l’occasione di riflettere, allora ne sarò doppiamente felice.

Iniziamo!

Quando i miei genitori si sono separati avevo 16 anni. Ero nel pieno della mia adolescenza e stavano cambiando molte cose nella mia vita: la scuola, gli amici e anche le idee che mi frullavano nella testa. 

Iniziavo a pormi domande e a riflettere su chi ero e su cosa volevo.

In quel periodo la mia famiglia era ancora tutta unita, vivevamo tutti sotto lo stesso tetto, io, i miei fratelli (uno più grande e uno più piccolo di me) e i miei genitori.  

Ero convinta al 100% che tutto stesse andando bene e che mio padre e mia madre si amassero, anche se a volte litigavano.

Siccome ero l’unica figlia femmina per me era stato facile conquistare il titolo di “pupilla del papà”, con lui, infatti, avevo un legame fortissimo! Anche il rapporto con la mamma non era da meno, lei era la mia migliore amica e sapevo di poter raccontare tutto.

Di lì a qualche mese però le cose cambiarono e i miei iniziarono a litigare molto più spesso di quanto avessero mai fatto. Poi un giorno, all’improvviso, prima di cena, decisero di farci mettere tutti seduti intorno al tavolo per dirci una cosa: “Ragazzi, abbiamo deciso di separarci”. 

La separazione significava anche che papà sarebbe andato presto via di casa.

Fu un colpo grossissimo per me, la mia prima reazione, e anche quella che ritengo più naturale in una ragazzina, fu quella di scoppiare a piangere! Non dissi nulla, mi bloccai completamente, le lacrime uscivano senza nemmeno che lo volessi e continuavo a chiedermi perché.

I nostri genitori volevano entrambi una risposta da noi tre, volevano sapere a cosa stessimo pensando ma io, in quel momento, non avevo davvero niente da dire, ero sotto shock e mi serviva tempo per piangere e cercare di assimilare la terribile realtà. 

Stava per avvenire un altro enorme cambiamento nella mia vita che io non avevo deciso. Sapevo che mi ci sarebbe voluto del tempo.

 Non ho ricordi precisi dei giorni successivi tranne uno: ricordo ancora, come se fosse ieri, il momento in cui tutte le cose di papà, i vestiti, gli effetti personali erano in cucina, dentro borsoni e scatoloni. Sapevo che lo avrei rivisto, ma sapevo anche che non avrei più vissuto in casa con lui nello stesso modo in cui ci avevo vissuto fino a qualche giorno prima.

Non sarebbe più rientrato a casa dopo il lavoro, non l’avrei più trovato in cucina tra i fornelli mentre preparava la cena, non sarebbe stato a casa per giocare con me, non avremmo più chiacchierato tutti insieme a tavola o guardato un film insieme a tutta la famiglia. 

Per me era come se ci stesse abbandonando, provavo una sensazione di abbandono.

Dal giorno in cui papà sarebbe uscito di casa non saremmo più stati una famiglia, pensavo, mi sarei dovuta dividere tra mamma e papà. In quella stessa casa dove prima vivevamo in 5, da un giorno all’altro saremmo diventati 4. 

In effetti questi miei pensieri tristi stavano per realizzarsi: dopo qualche settimana le dinamiche cambiarono completamente, non c’era più la stessa aria o atmosfera, mancava qualcosa, anzi, qualcuno…

 Oltre ai cambiamenti portati dal divorzio, inoltre, stava per verificarsi un’altra circostanza inaspettata a cui mai e poi mai avrei pensato.

Il rapporto con i miei fratelli iniziava a cambiare totalmente: se fino a quel momento eravamo stati abituati a non avere tabù e a dirci tutto, in quella circostanza, invece, non avevamo mai condiviso le nostre emozioni e non ci eravamo mai raccontati come stessimo davvero dentro.

Mia madre cercava a tutti i costi di capire cosa provavo, voleva sapere come stavo, cercava sempre di farmi parlare anche se a volte non volevo e capitava, infatti, che finissimo per litigare a causa della sua insistenza.

 La cosa che in assoluto mi ha fatto più male della separazione dei miei genitori è stata, sicuramente (e lo dico con il senno di poi) quella di essere stata strumentalizzata e usata come “mediatrice e messaggera” tra le loro numerose liti. 

Si perché, se è vero che ci si lascia perché si litiga troppo, è anche vero che, dopo che ci si è lasciati, si litiga anche di più.  Inoltre, se in casa i genitori cercano di evitare di litigare davanti ai figli, dopo il divorzio sembra che questa forma di rispetto svanisca e che i figli diventino addirittura i protagonisti dei loro conflitti. 

Tutto questo ovviamente succedeva perché i miei genitori non avevano gli strumenti giusti per affrontare un divorzio con figli e quindi, travolti dalle proprie emozioni, agivano pensando di fare la cosa giusta e non si accorgevano che invece ci stavano danneggiando.

 Che sofferenza che provavo, ero diventata il tramite di una situazione che sarebbe dovuta rimanere esterna a me, per la quale non c’era motivo di chiamarmi in causa e su cui non avrei dovuto avere voce in capitolo.

Anche sul lato scolastico le cose iniziavano a peggiorare. 

Ero in caduta libera verso la bocciatura, non studiavo, avevo voti insufficienti in 5 o 6 materie, non volevo andare a scuola, non facevo assolutamente niente, “la mia testa non aveva spazio per cose inutili come la scuola”, era questo quello a cui pensavo continuamente, “avevo problemi più grandi da risolvere”.

L’ appoggio di mia madre non bastava, anzi a volte mi soffocava e quindi della scuola non ne volevo sapere. Quell’anno sono stata bocciata. Ho dovuto ripetere la terza superiore. 

Non tutto quel male però venne solo per nuocere, qualcosa scattò dentro di me perché quel terribile fallimento per me fu l’occasione per un nuovo inizio e rappresentò una forte spinta per risalire.

 Sono passati 5 anni dal doloroso divorzio dei miei genitori. 

In questi anni la cosa più positiva che mi sia capitata è stata incontrare Younite (come adolescente e non come coach), grazie alla loro guida ho potuto continuare a lavorare sulle mie emozioni e ho imparato a “digerire” la separazione dei miei genitori senza permettere che quel boccone duro a scendere potesse diventare veleno per la mia vita. 

Le cose, in questi 5 anni, sono andate così bene che oggi sono qui a scrivere un blog e a firmarlo come Coach Aurora Brunelli. 

L’adolescente ferita, confusa e spaesata non è lontanissima in termini di anni…ma in termini di crescita, di passi in avanti, di forza, di sicurezza e di serenità emotiva e mentale… quell’adolescente potrei dire che non c’è più.  

Vorrei terminare questo articolo così come l’ho iniziato: mi chiamo Aurora, ho 21 anni e sono una Youth Coach di Younite, specializzata nella separazione dei genitori vissuta dal punto di vista degli adolescenti.

Se pensi che ai tuoi figli o a te stesso/ te stessa (se sei un ragazzo o una ragazza) possa servire il mio supporto, io sono qui e puoi contattarmi direttamente sulla mia pagina


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