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Inizio delle superiori? Leggi i 7 consigli della Family e Youth coach Nan Coosemans

Inizio scuola superiore
Nan Coosemans

Il passaggio alle superiori, per i ragazzi e anche per i genitori, è un momento tanto entusiasmante quanto delicato. 

La scelta dell’istituto da frequentare viene richiesta già da prima della fine delle medie, mettendo i ragazzi e i loro genitori, davanti alle prime importanti considerazioni da fare. 

“In cosa sono bravo/a? Cosa dicono i miei professori? Cosa piace fare a me? Ho voglia di studiare tanto o di studiare poco?”

Queste sono alcune delle domande che frullano nella mente degli adolescenti e dei genitori quando arriva il momento di decidere. 

Il passaggio alle superiori, quindi, implica, in un certo senso un’analisi di se stessi, che in qualità di coach, ritengo sia un’ottima cosa da fare. 

Una volta arrivati alla scelta, le difficoltà però, spesso, non sono finite. I motivi potrebbero essere tanti. Ecco alcuni dei principali. 

  1. L’analisi fatta in precedenza non si rivela giusta
  2. I ragazzi scoprono che l’istituto scelto non fa per loro 
  3. Le scuole superiori si rivelano completamente diverse dalle proprie aspettative
  4. I ragazzi fanno fatica a stare al passo con il nuovo metodo di studi 
  5. I compagni di classe non sono come ce li si aspettava 
  6. I professori sono troppo diversi da quelli a cui si è abituati

Cosa succede in questi casi? Di solito il circolo vizioso è il seguente: i ragazzi tornano a casa “scocciati” e iniziano a lamentarsi di diverse cose, i genitori si arrabbiano (a volte rinfacciano o etichettano i ragazzi come “svogliati”) e iniziano i conflitti genitori-figli! 

Come può, quindi, un genitore supportare i propri figli adolescenti durante la delicata fase di inizio delle scuole superiori? Ecco qui i miei 7 consigli!

1. Sii presente e cerca di interpretare gli atteggiamenti di tuo figlio/tua figlia

Il primo consiglio che mi sento di dare a tutti i genitori è NON SIATE AFFRETTATI e non cadete nell’errore di andare subito nel panico e precipitare nella rabbia alla prima difficoltà. 

Un cambiamento così grande, per i ragazzi che sono così giovani, è un fattore che potrebbe genera molto stress. 

Noi genitori siamo adulti, abbiamo vissuto mille esperienze nella nostra vita e abbiamo temprato il nostro carattere imparando a sopportare difficoltà, a rialzarci, a smettere di farci aspettative e ad accettare ciò che viene sul nostro cammino. 

I nostri figli invece NON hanno ancora fatto queste esperienze e, quindi, non sono abituati ad affrontare uno stress di questo tipo. 

Fino a 3 mesi prima tutto era semplice: i compiti erano più o meno pochi, i professori ancora li chiamavano per nome, i genitori della classe si conoscevano tutti, i compagni erano meno minacciosi e infine ci si era anche abituati ad essere quelli “più grandi” della scuola. 

Alle superiori tutto questo si azzera e si riparte da capo: nuovi compagni, nuovi professori, nuovo metodo, nuovo istituto e un’altra volta devono vestire i panni “dei più piccoli”.

Ti sembra poco tutto questo? 

Quindi davanti a tuo figlio o tua figlia che tornano a casa lamentandosi, non uscirtene con un “l’abbiamo fatto tutti vedrai non è niente”

Piuttosto approccia con un Amore, capisco benissimo quello che provi, anche io mi ricordo che non è stato facile. Purtroppo un po’ di disagio iniziale c’è sempre in ogni cambiamento. Se hai bisogno io sono qui, per qualsiasi cosa”. 

I ragazzi devono sapere che va bene NON sentirsi OK, va bene non sentirsi all’altezza, va bene scontrarsi con novità che si rivelano deludenti. 

Osserva i tuoi figli, cerca di capire ciò che si nasconde dietro una porta chiusa troppo forte, una frase impulsiva e/o uno sfogo di rabbia. 

SII PRESENTE E CERCA DI INTERPRETARE PIU’ CHE REAGIRE.

2. Davanti all’incapacità di organizzarsi segui e guida tuo figlio/tua figlia

Come spesso dico la capacità organizzativa degli adolescenti è quasi inesistente. I ragazzi in questo vanno guidati al meglio dai genitori. 

Se la scuola non offre un supporto da questo punto di vista, allora è meglio che lo faccia tu. 

Senza sostituirti a loro, cerca di ascoltarli quando si lamentano dei troppi compiti e afferra l’opportunità per dire:

“E’ un fatto risaputo che quando si passa alle superiori bisogna modificare un po’ il metodo di studio. Adesso sfrutta questi primi 3 mesi per capire quali siano i migliori orari di studio per te e come puoi far combaciare la scuola con i tuoi altri impegni. Se hai bisogno io ci sono!”

Questo tipo di atteggiamento lascia i ragazzi liberi di capire quali siano i loro tempi e quale la migliore strategia. Un genitore che parla così al proprio figlio gli sta dando fiducia e libertà. 

Un genitore che invece dice “subito dopo pranzo è il miglior momento, non devi finire tardi, io iniziavo sempre alla stessa ora ecc. ecc.” sta dando al figlio ordini che lo fanno sentire incapace e non libero.

3.Cosa bisogna fare se dopo poco vogliono cambiare scuola?

Come ho fatto presente ad inizio articolo, la scelta delle superiori avviene a seguito di una più o meno approfondita analisi di gusti, attitudini, consigli ecc. ecc.

Anche la miglior analisi potrebbe rivelarsi sbagliata. Toccare la realtà con mano è molto diverso dall’immaginarla. 

Se un ragazzo o una ragazza avevano pensato di poter frequentare una scuola molto impegnativa e vecchio stampo ma poi si rendono conto che non fa per loro …BEN VENGA! 

Il processo di crescita è (e deve essere) un processo di SCOPERTA, cambiare non è sempre sinonimo di “non voler far niente”. 

La confusione è un dono, significa che i ragazzi stanno valutando attentamente chi sono, cosa gli piace. Questo li destabilizza ma i genitori dovrebbero essere lì a rassicurarli sul fatto che è del tutto comune e sano darsi la possibilità provare qualcosa, rendersi conto che non fa per noi e decidere di cambiare. 

Non c’è bisogno di andare in panico e di iniziare a pensare che la confusione e il fare retromarcia siano segnali di “fallimento”. Anzi, sono segnali di maturità. 

Certo la questione cambia se i ragazzi iniziano ad approfittarsi e anche nella nuova scuola assumono un atteggiamento disfattista senza mai darsi davvero da fare. 

In quel caso lì, bisognerebbe capire cosa davvero li affligge e cosa si nasconda dietro il rifiuto della scuola (mancanza di autostima? Paura del confronto? Episodi di bullismo?)

4. Se c’è un problema con un professore bisogna che ce ne occupiamo

Siamo tutti esseri umani e non tutti noi siamo fatti per combaciare. Un professore o una professoressa potrebbero quindi non essere in completa sintonia con i ragazzi. 

In questo caso, spesso, la prima conseguenza è la disaffezione del ragazzo o della ragazza alla materia di quel professore. 

Cosa fare se capita questo? Innanzitutto è importante che si parli con i propri figli. 

Questi episodi non sono solo DIFFICOLTA’ e SFORTUNE (come spesso i genitori li definiscono) sono anche OPPORTUNITA’ DI CRESCITA. 

Bisogna, da un lato, far notare ai ragazzi che i professori sono esseri umani e, in quanto tali, anche loro hanno un aspetto caratteriale da considerare. In secondo luogo bisognerebbe, se le cose si aggravano, andare a parlare con il/la prof per capire cosa succede e valutare la situazione in maniera obiettiva. 

5. Nessun indirizzo scelto è di seconda categoria, non influenziamo negativamente i nostri figli (né permettiamo che lo facciano agli altri) 

Nella società odierna vale molto di più la forma che la sostanza. Questo è uno dei più grandi mali che ci affligge, perché questa mentalità costringe le persone a fare scelte non in linea con la propria essenza ma in linea con “il pensiero della società” in cui quasi nessuno (alla fine) si rispecchia totalmente. 

Molti istituti di conseguenza, vengono catalogati di serie B o C, e i ragazzi sono sottoposti (parole loro) a sentirsi dire che l’istituto che hanno scelto è quello “di chi non vuole studiare”. 

Sono d’accordo sul fatto che alcune scuole vengano gestite meglio e altre peggio, ma non sono d’accordo sul giudizio relativo ai contenuti che ha da offrire quella scuola.

Sarebbe saggio, per i genitori, non limitare i figli in questa scelta “parlando male” davanti a loro di alcuni istituti. 

I benefici di questo modo di agire sono quelli che i ragazzi si sentiranno LIBERI dal peso del giudizio nell’esprimere le proprie preferenze. Questo dato è importantissimo affinché non trascorrano i futuri 5 anni in una scuola che non fa per loro, oppressi dal senso di frustrazione. 

E’ fondamentale, anche, dire ai ragazzi che il pensiero altrui non deve pesare troppo e che non possono permettere ad altri di decidere per loro (per altri mi riferisco a professori, familiari, amici, sconosciuti)

Gli altri non possiamo controllarli, ma possiamo controllare noi stessi e fare in modo che i nostri atteggiamenti da genitori siano sempre potenzianti per i nostri figli e mai limitanti.

6. Guidali nel differenziare la delusione delle proprie aspettative dal mettere in dubbio le proprie scelte

Quando la scelta è giusta e l’analisi fatta a monte è stata oculata, può comunque succedere che l’incontro-scontro con la realtà, generi delle delusioni. 

In questi casi la prima cosa che succede nella mente dei ragazzi è quella di mettere in dubbio la propria scelta riguardante la scuola. 

In questi casi, il compito del genitore, è quello di istruire i ragazzi nel capire che c’è una differenza tra l’avere qualche aspettativa disattesa e il pensare che si sia sbagliato tutto. 

Ricorda questa frase ai tuoi figli: quando hai la fortuna di aver trovato ciò che ti piace dopo devi avere il coraggio di inseguirlo. 

Nessuna strada è lineare, qualunque percorso prevede delusioni, momenti di down, sconforto, demotivazione, anche se quel percorso è ciò che davvero desideravamo. 

E’ fondamentale che i genitori spieghino questo ai loro figli e che li portino ad accettare la realtà ossia che un piccolo prezzo da pagare c’è sempre ma che, se siamo sul nostro percorso, le soddisfazioni che seguiranno, saranno di gran lunga più grandi degli ostacoli che avremo incontrato. 

7. Comprendi che oltre ad iniziare una nuova scuola, i tuoi figli iniziano anche una nuova fase dell’adolescenza

Andare male a scuola, dimostrarsi demotivati, arrendersi presto sono tutti atteggiamenti che potrebbero derivare anche da angosce interne dei ragazzi

Durante le superiori inizia tutto: cambiamenti fisici importanti, relazioni con l’altro sesso, prime esperienze in completa autonomia ecc. ecc. 

I ragazzi spesso sono ossessionati da problemi esterni/interni che vanno però ad incidere sulla resa scolastica. 

Uno dei problemi dei ragazzi è, ad esempio, il confronto fisico. 

I primi anni di superiori il corpo potrebbe ancora giocare degli scherzetti non da poco (chi cresce troppo, chi non cresce, chi si arrotonda, chi dimagrisce, chi cambia totalmente voce, chi ha i brufoli, chi no). 

Queste sono per i ragazzi COSE SERIE e SERI PROBLEMI …li vivono con angoscia e preoccupazione di non essere accettati.

Perciò i genitori sono chiamati a capire queste situazioni e a sostenere e tranquillizzare i propri figli.

Spero che questo articolo ti abbia dato dei buoni spunti su come comportarti ora che tuo figlio o tua figlia hanno iniziato la scuola. 

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Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia
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