La guerra, che paura

emma
Nan Coosemans

emma, tredici anni

«La guerra, che paura»

 

Ciao Diario,

mamma mia… ho visto il telegiornale oggi e c’è una guerra in Si- ria, non ne capisco più di tanto ma l’anno scorso sono andata con i miei a Terezín a visitare un campo di concentramento, mi ricordo ancora tutto, sono entrata passando da un arco dove c’era scritto sopra «arbeit macht frei» che vuol dire… lavorare porta libertà, e la gente veniva portata lì dentro… poi c’era una strada verso un certo bunker e sono entrata… ho visto delle camere con delle docce… erano le camere a gas dove morivano tutti in una volta ma non solo grandi, anche bambini come me… poi sono uscita fuori e ho visto le baracche dove dormi- vano in 100 ed erano grandi come la mia stanza. Poi fuori ho visto un muro pieno di buchi e un passaggio dove le persone dovevano camminare con delle carriole e portare i morti den- tro una buca enorme. C’era anche un’esposizione dove vedevi tutte le foto e che schifo, che brutto, erano le persone, perché non andavano bene? Perché non avevano i capelli del colore giusto e gli occhi azzurri? Ma è giusto trattare le persone così? Poi fuori ho visto un campo pieno pieno di croci bianche… in- credibile. Mi fa paura questa guerra, chissà cosa succederà poi. Sai un uomo ebreo che adesso ha più di 80 anni è un amico di famiglia e ci ha raccontato che lui ha vissuto in un lager del genere, ha visto i suoi genitori morire e c’era un soldato tedesco che era innamorato di lui e quindi lo ha aiutato, gli ha dato il passaporto di un bambino olandese morto per farlo uscire… non so cosa ha fatto per tutto questo perché lui non ne vuole parlare. Adesso mia madre dice che ha un altro nome, non ha mai voluto crearsi una famiglia e non sa neppure esattamente quanti anni ha. Mi dispiace tanto che esistono questi campi e mi dispiace vedere che adesso c’è un’altra guerra, che paura… arriverà un’altra guerra nel mondo? E non fanno male alla terra tutte queste bombe?

Risposta da Younite

Ciao Emma,

mi stai ponendo una questione tremenda. La guerra è un dramma per tutte le parti coinvolte, porta tanto dolore e distruzione, finiscono per soffrire anche i vincitori, non solo i vinti.

Un aspetto interessante da considerare è che, in estrema sin- tesi, una guerra ha inizio dalle relazioni che stabiliamo con gli altri. Come comunichiamo con noi stessi? Come comuni- chiamo con le persone all’interno del nostro gruppo e con gli estranei? Ci hai mai pensato?

Il bullismo è un ottimo esempio di una guerra che scoppia in un piccolo territorio, per esempio tra te e tuoi coetanei. Quando sei molto piccolo le persone intorno a te ti guardano come se fossi un angelo, ti trovano meraviglioso e ti fanno tanti complimenti dicendoti quanto sei bello, dolce, tenero. È come avere una bottiglia e riempirla di amore tutti i giorni. Crescendo, però, non ti vengono dette solo belle parole ma anche qualche critica, per esempio «quanto sei lento, non metti mai niente in ordine, sei sempre spettinato, non sai fare niente, sei brutto» e così via. Piano piano, inizi a credere a questi giudizi negativi, cominci a sentire che sei davvero brut- to, o lento o che non sai fare niente. Con il passare del tempo, questi pensieri diventano convinzioni e rimangono dentro di te come un peso intollerabile.

Come ti fa sentire tutto questo? Probabilmente sei triste e deluso, ti senti solo e arrabbiato, e per difenderti automatica- mente ti metti una maschera e fingi che sia tutto okay e che tu stia bene. Per proteggerti vai a insultare gli altri o fai loro del male. E così diventi un bullo. Oppure, al contrario, ti chiudi in te stesso, diventi più timido, silenzioso, cambi modo di fare e comportandoti così diventi un bersaglio facile. Dietro a tut- to questo ci sei tu, una persona meravigliosa e pura che sta crescendo, ma a causa delle tue esperienze di vita ti sei messo una maschera per nasconderti davanti al mondo. Un bullo non è una persona cattiva, è una persona con una storia. Noi giudichiamo in modo superficiale le storie degli altri, invece di chiederci cosa ci sia dietro per cercare di comprendere. È proprio questo che dovresti sforzarti di fare: ragionando con calma e buonsenso, tenta di sollevare la maschera del tuo amico-nemico bullo e scopri il suo vero volto.

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