Genitori, ecco come aiutarci a gestire meglio i nostri smartphone!

Lorenzo
Younite

Ciao a tutti, mi chiamo Lorenzo.

Oggi vorrei darvi dei consigli che reputo molto utili che penso e spero possano migliorare moltissimo il rapporto con i vostri figli!

In più a fine articolo troverete un mio personale regalo per i vostri figli: un breve pdf su come spendere bene il tempo in semi-lockdown imparando a fissarci degli obiettivi. Stampatelo e datelo ai vostri figli da parte mia!

Premetto che non vengo da un adolescenza facile, a 12 anni e mezzo è stata diagnosticata una malattia allo stadio terminale a mia madre, cosa che non le ha più permesso di esercitare il suo ruolo di genitore con me e mi ha costretto a crescere velocemente in pochissimi mesi.

Oggi ho 20 anni, ormai è passato più di un anno da quando non c’è più e basandomi principalmente sul mio rapporto con quel figo di mio padre voglio spiegarvi qualcosa, soprattutto in vista dell’imminente quarantena!

1° Step – Siamo nel 2020 accettatelo!

“Gli smartphone sono la morte dell’anima! ” “Sei sempre attaccato al telefono e per rispondere a tutti stai vivendo in funzione del LORO tempo e perdendo il tuo!!”

Ecco le frasi che spesso i genitori pronunciano quando vedono i propri figli al telefono.

Certo, queste frasi hanno un fondo di verità ma, secondo me, sono sbagliatissime per almeno due motivi:

  • demonizzano uno strumento ormai parte integrante della nostra vita
  • sono dei semplici e puri divieti

Partendo dalla prima motivazione vorrei dire che quando si demonizza qualcosa vuol dire che si ha paura di questa cosa, perché non la si conosce, quindi vi invito proprio a conoscere questo mondo, a capire il perché i figli preferiscano stare in una realtà virtuale piuttosto che giocare con qualcos’altro.

L’atteggiamento da porre per indagare però non dovrebbe essere di tipo “interrogatorio”  che rende solo più indisponenti, bensì un atteggiamento amichevole! Potreste per esempio dire con tantissima umiltà “Lo sai che avevo visto di questa cosa che si chiama Tik Tok e ero molto curioso/a di capire come funzionasse, me lo puoi spiegare?/ ma a te piace?/ cosa ti piace di quello?”

Riguardo alla seconda motivazione, ossia che le frasi siano solo dei divieti, dovete sapere che  quando noi ragazzi riceviamo un divieto che ci infastidisce, il nostro cervello agisce per “dissonanza cognitiva” e perciò tende quasi istintivamente a fare il preciso opposto.

2° step –  Aiutateci a mettere delle regole

Una volta stabilito un rapporto un po’ più amichevole con i vostri figli sulla questione “smartphones” (cosa che potrebbe richiedere vari giorni), potete passare al piano B: limitarli!

“Ma comeee hai detto di accettarli!! Ti stai contraddicendo!” qualcuno penserà.

Si, aspettate, qua siamo di nuovo sul discorso della demonizzazione; il mondo non è bianco o nero ma ci sono scale di grigi! Il telefonino non è un apparecchio demoniaco ma lo può diventare se usato “24 ore al giorno” quindi per salvaguardare la salute fisica e mentale di vostri ragazzi, è bene porre delle limitazioni, così si godranno ancora di più quel tempo passato al telefono!

Dovreste capire (sempre con quel solito tono amichevole, che non vi farebbe male avere abitudinariamente) le loro passioni! I loro hobby! E dunque assecondarli, magari per esempio comprando (insieme a loro) libri che potrebbero riguardarli personalmente. Sarebbero così spronati a utilizzare parte del tempo che normalmente impiegano nello stare al telefono leggendoli!

In questo modo prendete due piccioni con una fava:

  • incentivate la lettura
  • fate diminuire il tempo sullo schermo

Capisco che dal punto di vista idealistico preferireste un figlio che vi legge un Pirandello o un Silvio Pellico piuttosto che Chiara Ferragni e Cicciogamer89 ma ricordatevi che ROMA NON È STATA COSTRUITA IN UN GIORNO! Se fino a ieri la cosa più lunga che vostro figlio avesse letto era la playlist del suo album preferito, non potete pretendere chissà cosa, date tempo al tempo 😉

P.S.: sempre riguardo gli smartphone leggetevi su internet qualche articolo sulle “luci blu”

Io intanto ve lo spiego molto brevemente, sono le luci emesse da Pc, telefonini ecc… e non fanno molto bene, soprattutto di notte perché influenzano i nostri ritmi circadiani creando scompensi nelle nostre ore di sonno.

Sarebbe molto figo se lo spiegaste ai vostri figli ma senza il solito tono da persone stra-apprensiva e ultra-preoccupata perché ai loro occhi rischiate di apparire come dei “Boomers (vi consiglio di cercare questo termine) che farfugliano parole a caso 

3° step – Coerenza!

Siete dei modelli per i figli e loro vi vedono 24 h al giorno essendo bloccati in casa con voi!

Non potete pensare di volere i vostri figli sani e interessati alla cultura se passate il tempo libero al cellulare, davanti alla tv sui social.

I figli se ne accorgono e capita che, il 99%, vi utilizzerà come una scusa per non are niente tutto il giorno…e voi ve ne lamenterete pure

Perciò dimostratevi VIVI, cercate di fare attività fisica (ci sono un sacco di video che mostrano come farla in casa per i meno esperti) e cercate di guardare programmi di un certo spessore, li trovate sul canale “Focus” oppure su “Nature” oppure sui primi canali con Alberto Angela (per cui i vostri figli stravedono, sappiatelo) ma inoltre ci sono pure su Netflix (vi consiglio caldamente “In Poche Parole”)

Vedrete che i vostri figli vedendovi allenare si sentiranno “meno in forma del proprio vecchio” e alzeranno il fondoschiena! Per la parte più culturale non so con certezza se vi seguiranno, ma vale la pena provare e comunque ne uscirete più ricchi almeno voi!

4° Step – Emozioni

Io mi ritengo una persona abbastanza “Tecnica” , conosco un sacco di modi per fare questo o fare quello, ma a causa del mio passato sono davvero bloccato con le emozioni.

Nonostante ciò ho deciso di inserire in questo articolo questa sezione sulle emozioni.

Il mio messaggio per voi è: “Chiedete sinceramente ai vostri figli come stanno, soprattutto in questa situazione così delicata, e non fermatevi di fronte al solito e apatico “bene”, raccontate anche di voi, delle vostre passioni, di cosa facevate da ragazzi”

Se siete arrivati fin qua vi ringrazio, non pretendo di avervi cambiato la vita con queste poche righe, ma almeno spero di avervi ispirato per muovervi e vivervi al meglio la convivenza forzata con il vostro più grande tesoro, i vostri figli!

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Grazie della vostra attenzione  e buona fortuna!

Lorenzo

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