Panico, ansia e stress raccontati da un adolescente: ecco come potete aiutarci!

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Panico, un’emozione molto forte spesso sottovalutata; oggigiorno è una parola usata con leggerezza da molte persone mentre al contrario poche persone riescono a capire il vero senso di questa parola.

Ho iniziato a soffrire di attacchi di panico circa un anno fa quando il carico scolastico iniziava a diventare veramente pesante e, sotto un certo punto di vista, ingestibile.        

Mi ritrovavo spesso stressata a causa dei compiti, delle verifiche e delle interrogazioni che si accavallavano continuamente. C’erano settimane nelle quali non sapevo da che parte iniziare, fu così che verso l’inizio di novembre ebbi il mio primo attacco di panico.  Lo stress e l’ansia a cui ero sottoposta mi portavano ad avere momenti in cui non riuscivo a respirare e, in preda alle emozioni che mi travolgevano, piangevo senza riuscire a calmarmi per una manciata di minuti che mi sembrano infiniti.

Cosa mi ha aiutato a stare meglio durante i miei attacchi di panico? 

La cosa può essere molto soggettiva. A me sono stati molto d’aiuto i miei compagni di classe, che hanno imparato a conoscermi e che sono riusciti a diminuire il tempo di questi attacchi incitandomi a respirare con loro e tenendomi la mano, un’azione che consiglio a tutti. Al contrario l’accalcarsi di persone intorno e le continue domande a manetta peggioravano sempre la situazione.

Un consiglio a tutti  i genitori con figli che hanno attacchi di panico

Non ho nessuna laurea e non posso dare risposte scientifiche ma credo che parlare dei propri problemi sia il metodo più efficace. 

Si può parlare con chiunque si voglia ma comprensibilmente parlare con una persona preparata ed esperta sarà molto più efficace, ho fatto personal coaching con Florian quest’inverno e con lui sono riuscita ad accettare queste emozioni che sentivo e a “liberarmi” di esse.              

Il problema non è finito e il percorso è lungo ma grazie a Florian ho visto i miei attacchi diminuire drasticamente e ad andare avanti con più leggerezza.

Il ruolo del genitore in questo caso è fondamentale poiché può migliorare la situazione dell’adolescente, ma al contrario anche peggiorarla.

Mi sento di dare un consiglio spassionato a tutti i genitori che stanno leggendo e suggerisco agli adolescenti nella mia stessa situazione di accogliere questo consiglio e parlarne con i propri genitori.    

Non stressate i vostri figli ricordando loro tutti i giorni quello che devono fare poiché l’effetto che cercate di sortire, ovvero fargli fare i loro “doveri” si ribalterà e si sentiranno demotivati sentendo da parte vostra una mancanza di fiducia nelle loro capacità. Lasciate che la voglia di fare arrivi da loro poiché prima o poi arriverà, nell’attesa non siate ripetitivi e, un’altra cosa prendetevi un giorno a settimana con loro in cui li lasciate liberi di fare ciò che più si sentono e fate questa o queste cose con loro.

A tutti i miei coetanei che leggono e che soffrono di attacchi di panico come me, vorrei dire: siate fiduciosi in voi stessi poiché i brutti periodi hanno sempre una fine, non abbattetevi e cercate aiuto, la vita è più leggera se passata a fare ciò che si ama liberi dalle preoccupazioni.

Giorgia Dal Piaz

16 anni

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