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Le paure durante l’adolescenza, raccontate da un’adolescente

Camilla Conti
Younite

Nel mondo di oggi le paure ci perseguitano e sono moltissime, ma mi vorrei focalizzare soprattutto sulle paure che riguardano gli adolescenti.  Le paure del mondo adolescenziale sono tante, ma quelle che ossessionano e spaventano in modo più amplificato in quasi tutti i casi accomunano ognuno di noi.

Nel settembre del 2018 ho intrapreso un percorso di formazione personale con Younite, il quale mi ha dato una grande opportunità, ovvero quella di avere una maggiore consapevolezza di me stessa. Nonostante ciò ho sempre qualche paura solo che  rispetto ad altri ho avuto la fortuna di avere qualcuno che mi insegnasse a gestirle. Le persone che condividono questo percorso con me sono adolescenti dai 15 ai 19 anni e avendo fatto molti corsi ho parlato con tanti di loro.

Le paure che ricorrono più spesso fra di noi sono quella di non essere accettati, legate strettamente a quella di rimanere soli. Queste due paure suscitano, in chi le prova, un sentimento di abbandono anche se non si è soli e un sentimento di rabbia perché infastidisce il fatto di non essere accettati per come si è veramente.

Penso che queste paure siano dovute al fatto che nella società di oggi siano diffusi degli stereotipi che in qualche modo, diciamo passivo, ci dicono cosa e come dobbiamo essere. Molti di noi non si riconoscono nelle caratteristiche date e si sento sbagliati, altri invece non si sentono sbagliati ma vengono esclusi perché non sono considerati abbastanza. Tutto questo finisce per suscitare una grande incertezza in ognuno di noi.

Un’altra paura molto frequente è quella del futuro, il non sapere cosa ci aspetti ci spaventa, per alcuni di noi questa paura è al limite della frustrazione e per altri questo limite è abbondantemente superato. Questa pura secondo me è invece dovuta al fatto che gli strumenti che abbiamo per essere realizzati nel futuro sono davvero pochi. Secondo uno studio, su venti persone solo una riesce ad essere felice e realizzata nel futuro. La percentuale è davvero minima ma invece che focalizzarmi sul fatto che questo metta quasi i brividi vorrei piuttosto ragionare sul perché. Abbiamo dei magnifici strumenti per navigare ovunque nel web. Recentemente ho visto un film, che mi è appunto stato consigliato ad un corso, in cui ci viene mostrato come siamo controllati dai telefoni e come questi ci “ascoltino”. Questo ci aiuta per caso in qualche maniera? La risposta è no!

Veniamo indotti in un meccanismo che in modo passivo ci cambia drasticamente. Anziché focalizzarsi magari sui nostri interessi, dato che il telefono sa benissimo quali siano, ci appaiono pubblicità di modelli e modelle per indurci a comprare quel determinato prodotto di bellezza, pubblicità di discoteche fichissime e chissà perché ci andiamo nonostante non ci piaccia ballare o frequentare l’ambiente in generale, ci viene mostrato come vivere secondo un modello di vita già creato dalla società.

Questo porta ad essere insicuri, instabili e ad un certo punto della nostra vita ci renderemo conto di vivere in un modo che non ci appartiene e ci arrenderemo al fatto che sia troppo tardi per cambiare.

Di fronte alle sue paure l’uomo vuole solo voltarsi e scappare via, non perché egli sia debole ma semplicemente perché non sa come affrontarle. Fin da quando siamo piccoli abbiamo il terrore di quell’orribile mostro nell’armadio o della cattivissima strega sotto il letto, cosi ci viene insegnato a dire: “Non esiste, io non ho paura…”, questo non porta a nulla.

Non sarebbe meglio andare ad aprire quell’armadio oppure guardare sotto il letto?! Abbracciare le nostre paure, stringergli la mano ci libererebbe innanzitutto da un grande peso e poi impareremmo anche a conviverci. 

Nella società di oggi attribuiamo alla paura un sentimento negativo senza pensare che quella ci fa ragionare prima di agire, ci ferma prima di fare una pazzia, ci rende più empatici nei confronti degli altri; avvolte affrontare le situazioni in punta dei piedi non è per forza una cosa negativa anzi è più che ragionevole. Le paure sono le nostre più grandi sfide e come tali non sono facili da affrontare, ma appena alziamo gli occhi e ci dirigiamo verso di esse abbiamo subito un senso di forza e consapevolezza di noi stessi. Magari guardando in questo modo, sembra quasi buffo da dire, le paure fanno meno paura!

Camilla Conti
Anni 15

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