Tuo figlio ha deciso di trascorrere più tempo in stanza o a casa che fuori? Ecco perché e cosa puoi fare!

Ansia-sociale
Florian Hiele

“Mio figlio non esce più così spesso come prima, cosa devo fare?”

“Prima del Covid era tornata ad essere più espansiva poi questi due anni me l’hanno distrutta e buttata a terra con l’umore”

“Mio figlio non si muove dalla camera, dice che gli amici che ha non gli piacciono e che non trova motivazione nell’ uscire”

“Quest’anno ha abbandonato del tutto la scuola, stava andando bene, poi ad un certo punto il tracollo”

Salve a tutti sono Florian Hiele, Coach per Famiglie e Adolescenti e co-fondatore di Younite.  Sono specializzato in ansia e fobia sociale, questo tema, oggi molto discusso, mi è davvero caro perché io per primo da adolescente sono stato vittima della paura di espormi!

Oggi, con questo blog, vorrei contribuire a dare ai genitori qualche nozione e strumento in più rispetto a come interpretare la paura dei figli ad esporsi (soprattutto dopo questo due anni) e su cosa fare nell’immediato per ridurre questa paura.

Le frasi che avete letto sopra, sono alcune delle più comuni che arrivano al centralino di Younite. I ragazzi oggi, più che mai, stanno sperimentando emozioni negative, di ansia e panico legate ai rischi del potersi esporre e relazione con l’altro.

Da cosa nasce l’ansia sociale e la paura di esporsi dei ragazzi?

L’ansia di “avere a che fare con l’altro o di esprimersi liberamente” nasce sostanzialmente da pensieri negativi che, se non tenuti a bada, potrebbero poi sfociare in depressione.

I ragazzi che si chiudono in se stessi lo fanno perché ritengono di non essere liberi di potersi esprimere per come si è e di non poter esprimere ciò che sentono.

Come mai stanno provando queste sensazioni?

Due sono i motivi principali per i quali gli adolescenti stanno sperimentando ansia sociale:

  • Giudicano un loro pensiero o desiderio sbagliato o di poco valore e decidono di trattenerlo e di non esprimerlo
  • Pensano che il loro pensiero non verrà accettato o verrà giudicato negativamente e quindi decidono di non esprimersi

Il giudizio è il seme cattivo da cui nascono tutte le preoccupazioni del ragazzo quando è in preda all’ansia sociale.

Se volessimo dipingere questa sensazione con un’immagine, allora sarebbe la seguente: il ragazzo ha qualcosa dentro che vuole rilasciare verso l’esterno, vuole dirigere la sua energia verso il mondo esterno ma pensa che il fascio di energia proveniente dal giudizio del mondo esterno vada esattamente contro il suo, in direzione opposta al suo desiderio.

Quindi cosa fa? NON AGISCE.

Ma che cos’è un giudizio e perché ha così tanto peso?

Una persona può giudicare se stessa e può subire il giudizio degli altri. Il pensiero relativo a quel giudizio può basarsi su esperienze passate personali (momenti in cui si è stati derisi) o esperienze accadute agli altri ( coetanei che sono stati presi in giro per avere espresso se stessi).

L’ansia, legata al giudizio, nasce in chi pensa di NON sapere e/o poter gestire l’opinione altrui, lasciando quindi che questa abbia, su se stessi, un effetto deleterio.

La persona che soffre di ansia da giudizio è una persona che va in stress e inizia a pensare che le proprie idee o il proprio modo di essere non siano “giusti e/o di valore”. Mette in discussione se stesso/a e non riesce più a concentrarsi sul proprio obiettivo.  

Oltre alla svalorizzazione di se stesso, di ciò che pensa e sente, inizia anche ad essere preoccupato, a credere che quella modalità sia pericolosa per se stesso e non porterebbe a niente di buon, quando invece forse sarebbe l’unica cosa che dovrebbe fare.

La grossa sfida per il ragazzo che soffre di ansia sociale è di non concentrarsi sulla parte negativa di ciò che dicono gli altri perché non è in grado di gestire quella energia negativa.

Oggi per i ragazzi ci sono infiniti momenti in più per essere giudicati rispetto al passato. I like dei social media sono il metro di misura del “piacere” “non piacere” agli altri.  Il problema attuale dei ragazzi è che oggi manca uno spazio privato di cui hanno bisogno per sviluppare se stessi, mettersi alla prova e diventare chi si è.

Oggi questo spazio privato si è ridotto in modo esponenziale perché social media sono lì, in ogni momento, a portata di palmo.

Cosa succede al corpo? Perché i ragazzi non vogliono agire?

Paura e vergogna creano i blocchi del corpo, i ragazzi negli ultimi due anni hanno “non vissuto” mascherati, divisi, isolati, tanti piccoli elementi di stress e paure che sicuramente hanno suscitato uno stress fisico. Chi è sensibile è diventato ancora più pauroso e questo sicuramente non ha aiutato nel combattere l’ansia e la fobia sociale.

In Olanda, il mio Paese di Origine, alla fine del 2021 è stato appurato che 1 ragazzo su 3 aveva avuto pensieri suicidi. Una cosa che non era mai successa prima!

Che cos’è il pensiero negativo? 

È un pensiero riguardante il futuro che noi non vogliamo sperimentare. Esempio: penso che domani, quando andrò a scuola e dirò  la mia opinione  la professoressa e i compagni mi giudicheranno e derideranno.

L’ansia sociale è alla base di gran parte degli schemi di pensiero negativo, dietro l’ansia social c’è sempre la paura di un giudizio, di non essere accettati dagli altri, o di riprovare un’esperienza passata negativa o in casa di essere giudicati.  Il pensiero negativo diventa una costante.

E’ stato appurato che l’ansia sociale sperimentata in adolescenza sta alla base di molte depressioni che colpiscono i ragazzi poi quando diventano ventenni o trentenni.

Ecco il meccanismo distruttivo che sta dietro la creazione di un pensiero negativo:

Il ragazzo non dice quello che pensa, non prende decisioni per se, si trattiene dal fare e o dire tutto ciò che vorrebbe fare, però dentro di se sa che le cose non stanno veramente così.

Ha bisogno di creare un meccanismo che giustifichi la mancanza di azione e il perché non hanno il coraggio di fare.  Iniziano quindi a dire che “non sono bravi abbastanza”, che “nessuno li ascolterebbe”, queste sono le credenze limitanti che gli tagliano le gambe.

Cosa puoi fare un genitore nell’immediato per supportare il proprio figlio o la propria figlia?

  • Condividere con lui o lei cosa hai fatto nel passato e come sei riuscito ad andare avanti nonostante la paura. Il messaggio che dovresti dare ai tuoi figli è che va bene provare paura e insicurezza ma si può andare aventi lo stesso
  • Fai le domande e non giudicare le risposte, perché come abbiamo detto il giudizio è ciò che li blocca. Non essere negativi, non interrompere e dare coraggio al ragazzo. Chiedi loro le loro soluzioni, non imporre le tue. Fai delle domande se hai dei dubbi ma non iniziare a dipingere degli scenari negativi.
  • Aiutali a riconoscere l’invidia e la gelosia, la paura, la preoccupazione degli altri e di come gli altri la proiettano sulle loro idee senza volerlo (spesso voi stessi siete artefici di questa cosa)
  • Aiutali ad iniziare per piccoli passi, la paura del fallimento è ciò che li blocca maggiormente.

Come si fa a realizzare tutto questo, come si impara ad essere un genitore supportivo e non scoraggiante? La bacchetta magica non esiste, bisogna mettersi in gioco e crescere! Se sei interessato a questo argomento ne parlerò con voi genitori il 15 e 16 Ottobre 2022 a Riccione, durante il nostro evento annuale Famiglie in Azione.

SCOPRI L’EVENTO E PRENOTA IL POSTO PER LA TUA FAMIGLIA

Condividi questo articolo con chi vuoi!

Video corso gratuito:

Migliora subito il rapporto con tuo figlio/tua figlia

Scopri subito quali sono:
“Gli errori da NON fare con un figlio adolescente"

Inizia Gratuitamente a migliorare il rapporto con tuo figlio

Compila il FORM per ricevere il video corso Gratuito:
(non sarà gratuito per sempre!)

Iscriviti alla Newsletter

Resta sempre aggiornato sulle nostre news, gli eventi e le promozioni

Torna su
X