Relazione familiare e condizionamenti, come un genitore può affrontare un passato difficile.

Relazione familiare
Luigi Castiglioni

La storia familiare, nel passaggio da una generazione all’altra, viene tenuta insieme da trame invisibili che fanno da collante e tengono saldo il senso di appartenenza alla famiglia. 

Possiamo considerare la famiglia come un’organizzazione complessa nella quale si intersecano storie individuali, esperienze condivise, relazioni e legami generazionali.

Il tutto si sviluppa in tre dimensioni: passato-presente-futuro.

E’ proprio il passato, che ciascuno si porta come un bagaglio proveniente dalla propria famiglia d’origine, che influenza sia il presente che il futuro.

Tutti sappiamo quanto i modelli familiari possono condizionare le scelte di vita anche a livello inconsapevole. Quando parliamo di transizione dei modelli familiari ci riferiamo ad una serie di comportamenti e di modalità relazionali strettamente legati ai modelli appresi nelle proprie famiglie d’origine. 

Gran parte del modo di agire nel presente ha le sue radici nel passato familiare, il tipo di persona che si sceglie come partner, il modo in cui sono educati i figli, la tipologia di amicizie di cui ci si circonda. 

I genitori possono dare buoni consigli, mettere i figli sulla buona strada, ma la formazione finale del carattere di una persona giace nelle sue stesse mani. Solo la combinazione di fattori tipo ambientale, emotivo-affettivo, educativo e relazionale, legati alle sue esperienze di vita possono caratterizzare lo sviluppo della personalità di un bambino. 

In questi intrecci di fattori alcuni aspetti del temperamento di ogni bambino rimangono immutati nel tempo, mentre il suo carattere e la sua personalità possono essere maggiormente soggetti alle numerose influenze da parte delle sue più importanti figure di riferimento. 

Inevitabilmente la nostra infanzia è determinata dallo stile educativo che riceviamo dai nostri genitori. Tutto il nostro bagaglio di esperienze sia positivo che negativo ci ha trasformati nelle persone che siamo e determinerà come cresceranno i nostri figli. 

Ogni esperienza che abbiamo fatto può insegnarci e offrirci cose che scopriremo proprio se sapremo andare avanti, ossia nel momento in cui abbiamo accettato ciò che è stato, nel bene o nel male.

A causa dei condizionamenti ci sono diverse tipologie di genitori: coloro che sviluppano un attaccamento morboso nei confronti dei figli, coloro che hanno difficoltà a dimostrare attenzione ed affetto nel modo in cui il figlio desidererebbe, coloro che sono incapaci di tenere a freno capricci e pretese assurde dei figli e finiscono per essere troppo severi e coloro che, confusi riguardo ai ruoli, temono di perdere l’amore dei figli e diventano troppo permissivi. 

Tutti questi comportamenti possono essere destabilizzanti nei figli e generare comportamenti ribelli, apparentemente riconducibili ad estrema insicurezza, timore e isolamento.

I bambini imparano da ciò che facciamo più che da ciò che diciamo, in alcuni casi i genitori ripetono modelli educativi appresi dai loro genitori mentre in altri casi mettono in pratica esattamente il modello opposto. 

Nessun genitore è perfetto, tutti commettono errori pur volendo il meglio per i loro figli. 

Ecco alcuni comportamenti dei genitori che rischiano di creare più danni che benefici: dare troppa libertà, paragonare i figli agli altri bambini, essere autoritari, decidere al posto dei figli, essere iperprotettivi, pensare che il proprio figlio sia perfetto, riempire il vuoto con beni materiali.

Molti di questi comportamenti nascono da ferite che genitori non hanno ancora guarito, non sono riusciti a far pace con la loro infanzia e di conseguenza quasi sempre perdono la motivazione per continuare a lottare. In questo caso si accumulano emozioni negative che impediscono di essere felici. 

I propri fardelli, fatti di paure, situazioni non risolte e preoccupazioni, rimangono nella nostra mente come fossero suoni striduli, attirano la nostra attenzione privandoci del benessere. 

Occorre prestare attenzione alle situazioni proprio nel momento in cui si presentano, evitando di accantonarli. Lo scopo non è pensarci ma al contrario sciogliere i nodi del problema proprio nel momento in cui si presenta. 

Il condizionamento del passato ci impedisce di migliorare perché mantiene il nostro sguardo rivolto nella direzione sbagliata, aggrappato a vecchie situazioni personali ed emozionali. 

Può sembrare difficile lasciar andare, ma il passato è la pagina di una biografia su di noi, senza quella la narrazione sarebbe incompleta e la nostra storia deturpata. 

Attraverso coaching individuali e percorsi si possono liberare le emozioni, solo vivendole, infatti, diventa possibile governarle invece di esserne governati. 

Il lavoro che si fa con un coach come me è: cambiare prospettiva, scoprire ciò che prima non avevate considerato, sentendo di aver dato un nuovo significato a qualcosa che prima sembrava immutabile. 

Bisogna dare nuova dignità al passato perché disconoscere il passato è come tentare di strappare le pagine di un libro

Insieme possiamo progettare il futuro, prendere carta e penna e scrivere quello che si può fare oggi, lavorare sull’autostima. È solo nel presente che avete possibilità di migliorare la vostra vita con i piedi per terra e lo sguardo verso il cielo.

 




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