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Genitore separato? Come utilizzare al meglio il tempo insieme

Genitore-Separato
Nan Coosemans

La separazione dei genitori è ormai una circostanza molto comune. Sempre di più sono le mamme e i papà  che si ritrovano a “godersi i figli” in una finestra di tempo ben definita e pre-accordata con l’ex coniuge.

Avendo un tempo limitato verrebbe da pensare che, spontaneamente, ogni genitore, dovrebbe fare del suo meglio per sfruttare al massimo i momenti insieme.

Eppure spesso capita che, essendo presi dalla freneticità e anche dalla pigrizia, si finisca solo con il fare “le solite cose”.

Tutto diventa ancora più difficile se i figli in questione sono adolescenti e quindi, già per natura,  scostanti e poco predisposti a condividere il proprio tempo con il genitore boomer. 

Come si può fare quindi per sfruttare al massimo il tempo passato con i propri figli quando “tocca a noi” ?

Qui di seguito elenco 5 elementi che non devono mancare ad un genitore single che ha voglia di costruire qualcosa di bello e significativo con i propri figli e di fare del tempo trascorso insieme una collezione di ricordi indelebili.

“Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando.”
Albert Einstein

1. La pianificazione è il tuo alleato più grande

Quando le cose vengono lasciate al caso …allora a decidere per te e per i tuoi figli sarà il caso e NON voi. 

Pianificare  non significa diventare dei maniaci del controllo e stressarsi a decidere 7 giorni prima cosa fare 7 giorni dopo. 

L’immagine del control freak (una persona che vuole decidere tutto in anticipo altrimenti va in ansia) è stata troppe volte associata a quella dell’attività, ben più piacevole e meno stressante, della pianificazione. 

Decidere prima, infatti, significa anche: impegnarsi a pensare qualcosa di bello, chiacchierare con i propri figli per scoprire cosa piace a loro, ritagliarsi tempo per fantasticare sulle avventure da fare insieme.

Pianificare è tutt’altro che stare lì presi dalla fretta e  costretti a dover riempire il calendario, è anzi un momento in cui lasciare libera la mente di volare dove vuole e dare spazio (finalmente) a tutte quelle cose che si dice sempre di voler fare ma che poi finiscono chiuse nel cassetto. 

Apri quel cassetto  delle cose che ti piacerebbe fare con i tuoi figli.

Insieme mettete bianco su nero in agenda e realizzate le vostre idee. Diventerete una squadra perfetta e, credetemi, questo vi unirà più di passare 20 anni insieme sotto lo stesso tetto. 

2. La semplicità ripaga sempre

Non hai bisogno di portarli sulla luna, i tuoi figli hanno piacere di stare con te SE con te stanno bene. Cosa significa stare bene per i figli?

Significa sentirsi accuditi, sentirsi accolti, sentirsi ascoltati, sentirsi incoraggiati, sentirsi parte del processo decisionale. 

Tutto questo non va confuso con il viziarli e dargli tutto ciò che vogliono. 

Il genitore non può pensare di accaparrarsi la simpatia dei figli facendogli fare tutto ciò che desiderano senza regole durante il suo weekend.

Questo comportamento, al contrario di ciò che si pensa, servirà solo a perdere piano piano il rispetto dei figli e anche a minare e danneggiare l’altro genitore che, automaticamente, verrà etichettato come “quello nioso” . 

I figli , che stiano con l’uno o con l’altro coniuge, devono ben sapere che le regole sono UGUALI da entrambe le parti. 

Ciò che fa la differenza tra mamma e papà è semplicemente il rapporto che si ha con l’uno e con l’altro e le attività che si praticano insieme. 

3. Sii custode del focolare della casa, crea calore sempre

Quando la mamma non c’è a casa, la casa sembra vuota. Perchè?  Perché la mamma, da sempre, è la custode del focolare. Colei che tiene acceso il fuoco e si occupa di rendere qualunque luogo “casa”. 

Questo ruolo però può benissimo essere affidato ad entrambe i genitori.

Gli inglesi hanno due parole per definire casa “house” è la parola che indica un qualsiasi appartamento o casa indipendente, “home” è la parola che indica “casa propria”. 

Non importa che tu viva da solo/a, sia tornato/a dai tuoi genitori, sia appoggiata/o in un posto temporaneo. Anche una caverna diventa “home”  quando non mancano alcuni ingredienti magici che ti elenco di seguito: 

 Il buon cibo. 

Non significa stare ore ai fornelli, dover andare al ristorante sempre o ordinare al Mc Donald. 

Buon cibo significa dare importanza al momento di convivialità e potrebbe essere cucinare qualcosa, così come ordinare qualcosa o mangiare qualcosa fuori (anche al parco). 

Il cibo, soprattutto in Italia, è parte della ricetta della serenità di ogni famiglia. Non è solo qualcosa che nutre il corpo ma qualcosa che nutre anche l’anima e permette di riunirsi. 

NB: a tavola non si parla di cose pensanti che trasformano un bel momento in un incubo. Non commettere l’errore che fanno tutti. Per conversare di certi argomenti ci sono altri luoghi e tempi.

Un posticino proprio 

Ogni casa, anche la più piccola può avere un angolino riservato a qualcuno. In questo caso ai tuoi figli. A loro farà piacere vedere che quello è il loro posto, dove hanno piccole o grandi comodità che gli permettono di stare bene: la luce giusta, la sedia comoda, l’oggettino carino e personalizzato che li fa sentire a casa. 

I ricordi insieme

Appendi fotografie dei weekend trascorsi insieme.  Le foto nella gallery del telefono chi le vede? Perchè sono lì? 

Dai valore, sorprendi i tuoi figli quando verranno la prossima volta e trasmettigli il messaggio “ I momenti con te valgono così tanto che voglio appenderli al muro”

Vedrai che non vorranno deluderti e saranno felici di accontentarti nel trascorrerne altri insieme 

4. Le regole sono regole e si rispettano sia da papà che da mamma 

(anche se mamma e papà hanno ovviamente modi di fare diversi)

Come accennavo prima utilizzare la strategia “i ragazzi sono con me 1 weekend gli faccio fare ciò che vogliono” non è utile a nessuno!  

E’ anzi molto controproducente per tutti i membri della famiglia.  

I ragazzi vogliono avere regole, vogliono avere strigliate, vogliono e devono avere dei paletti belli fissi.

Questo per loro è una dimostrazione di amore perché la interpretano come “ti voglio bene, voglio che impari delle cose per il tuo bene e quindi ti metto delle regole”.

Fondamentale quindi diventa che le regole base da seguire vengano accordate dai genitori e fatte rispettare allo stesso modo. 

Lasciare ai figli la libertà di fare ciò che desiderano significa renderli infelici e far si che il ricordo di quel tempo passato insieme, negli anni, si trasformi in Si per mia mamma/ mio padre, era facile gestirci, mi lasciava fare ciò che volevo e questo era il suo sforzo”. 

Vuoi che accada questo? Non credo proprio. 

Ps: ovviamente i genitori sono due persone diverse e non devono modificare la propria natura del tutto. Se ad esempio un papà o una mamma sono assolutamente rigidi sull’orario dei compiti, l’altro genitore potrà alleggerire i ragazzi dandogli uno spazio più flessibile ma pur sempre assicurandosi che i compiti vengano fatti.

5. Blocca il tempo in agenda e non permettere che niente lo rubi

Che tu gestisca i tuoi impegni in calendar digitali o in agenda, blocca con una bella riga grigia o con un colore grigio  “/” il tempo che passi con i tuoi figli. 

Decidi che qualsiasi cosa di urgente verrà fatta prima di quel weekend e che qualsiasi cosa di non urgente aspetterà il suo momento. 

Stare con i figli è una cosa serissima anche se lo so che non è sempre facile, soprattutto quando sono adolescenti, spesso sono pensanti, sono arrabbiati, sono incazzati. 

Ma basta poco per risollevare le sorti di questa situazione: la prima azione è dedicargli massima attenzione. Se i tuoi figli ti vedono distratto/a prenderanno al volo l’occasione per mettersi al cellulare e ignorarti. 

Nel profondo non vorrebbero farlo ma …se non hanno altre alternative, lo faranno ben volentieri.

A volte capita anche però che ti ignorino lo stesso nonostante i tuoi sforzi non è vero?  Quante volte sei lì a fare domande, a interessarti e loro ti rispondo a monosillabi e non ti guardano nemmeno in faccia? 

Cosa succede di solito? Il genitore, risentito del fatto che, nonostante i suoi sforzi, i figli non facciano niente, si arrabbia, sbraita e si rovina così il poco tempo limitato che si ha insieme. 

PAZIENZA, mettitelo bene in testa, con i figli ci vuole pazienza. La prima volta ti ignoreranno ma se sarai bravo a guadagnarti e conquistarti la loro fiducia, la loro stima, la loro simpatia … allora inizierai a vivere momenti davvero indelebili con loro. 

Altro concetto importante è COMPROMESSO, non si può fare sempre ciò che dici tu o ciò che dicono loro. Trovate cose che vi uniscono oppure, in maniera alternata, scegliete cose che vi portino l’uno a conoscere il mondo dell’altro. 

I figli sono proprio un mondo a parte, soprattutto gli adolescenti, e anche se vivono con noi da quando sono nati non si finisce MAI di conoscerli. 

Loro crescono, cambiano, non sono esattamente gli stessi, modificano il loro carattere i gusti, si formano pian pianino e tu hai l’onore di poter assistere a tutto questo, non sprecare il tuo tempo.

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Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia

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