Genitori: educatori in continua crescita

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Intervista alla psicoterapeuta Prof. Maria Rita Parsi sul rapporto genitori e figli

Educare i figli significa onorare il figlio e la figlia. E cosa significa onorare il figlio e la figlia?

Vuol dire che l’amore non è: ama il figlio o la figlia. È un quarto comandamento bis! Parte da onora il padre e la madre diventa ora il figlio e la figlia e onora, non significa soltanto ama, perché l’amore è tutto ma non basta. Ci vuole informazione e formazione.

Quindi diciamo ai genitori che, se vogliono essere genitori in una società come quella di oggi, non è necessario avere, oltre all’amore, quell’informazione e formazione che vi aiutino a:

  • avere alleati
  • a comprendere le situazioni
  • a decodificare i messaggi dei bambini
  • a prevenire drammi e situazioni drammatiche (maltrattamenti, pedofilia, etc)

I bambini sono persone e se, i genitori vogliono veramente essere onorati, non solo devono onorare i bambini ma devono educarli in una maniera tale che i bambini “sappiano” cioè che siano accompagnati nel momento in cui non sono autonomi e piano piano spinti a perdere atto che c’è un’autonomia che gli permette loro di fare, ad una certa età, una vita autonoma.

Muoversi per conto proprio, aiutare i genitori se necessario, farsi aiutare e domandare delle cose al momento opportuno, avere rispetto per gli anziani e per in nonni. Avere un amore ed rapporto profondo con le altre persone ed essere empatici, cioè capaci di mettersi nei panni degli altri e dare una mano.

Questa educazione o la dai tu ai tuoi figli perché tu ce l’hai o perché ti formi ad averla, oppure non puoi esigere che, quei ragazzi che tu non hai preparato e formato, siano così attenti nei tuoi confronti.

Quindi essere onorati come genitori è il frutto di un lungo e duro lavoro?

Assolutamente sì. È un lavoro di genitori e per i genitori e con i genitori.

Credo che i genitori facciano la cosa più importante del mondo: governino e facciano crescere delle persone che da piccolissime diventa poi degli adulti.

Essere genitori è un atto. Quello di dare vita.
Quello di crescere a accompagnare. Quello di amare e di educare.

I bambini sono persone e se, i genitori vogliono veramente essere onorati, non solo devono onorare i bambini ma devono educarli in una maniera tale che i bambini “sappiano” cioè che siano accompagnati nel momento in cui non sono autonomi e piano piano spinti a perdere atto che c’è un’autonomia che gli permette loro di fare, ad una certa età, una vita autonoma.

Muoversi per conto proprio, aiutare i genitori se necessario, farsi aiutare e domandare delle cose al momento opportuno, avere rispetto per gli anziani e per in nonni. Avere un amore ed rapporto profondo con le altre persone ed essere empatici, cioè capaci di mettersi nei panni degli altri e dare una mano.

Questa educazione o la dai tu ai tuoi figli perché tu ce l’hai o perché ti formi ad averla, oppure non puoi esigere che, quei ragazzi che tu non hai preparato e formato, siano così attenti nei tuoi confronti.

Quindi essere onorati come genitori è il frutto di un lungo e duro lavoro?

Assolutamente sì. È un lavoro di genitori e per i genitori e con i genitori.
Credo che i genitori facciano la cosa più importante del mondo: governino e facciano crescere delle persone che da piccolissime diventa poi degli adulti. È tra le cose più importanti che si possano fare sulla faccia della terra. Non ci sono missioni altrettanto importanti.

Tre cose che non deve fare un genitore.

1) Non ascoltare i propri figli. Non essere attento.

2) Non gravare i propri figli del conflitto di coppia. È un dolore dilaniante ed enorme quello di dover prendere le parti dell’uno o dell’altro.

3) Essere disponibili a formarsi e a formare i propri figli che dia alla sua vita la sensazione di un’ ”educazione permanente”. I genitori sono degli educatori perennemente disposti ad essere educati.

Tre cose che devono assolutamente fare i genitori.

1) Amare profondamente i propri figli che non significa viziarli ma significa avere empatia nei  loro confronti.

2) Devono gioire, educare i propri figli alla gioia che è la maniera migliore per affrontare le difficoltà. Io non sto parlando della felicità che è un sogno, un’utopia, per carità mi piace l’idea della felicità…ma la gioia è un atteggiamento quotidiano rivolto alla vita.

3) Rispettare l’ambiente intorno e ciò che declina, cioè che nasce e declina, quindi gli anziani, le cose che vanno a morire. Avere proprio un culto del tramonto e, contemporaneamente, un rispetto per la natura e gli animali che consente ai bambini di diventare persone che vivono nell’ambiente, con l’ambiente e rispettando l’ambiente che è intorno a loro.

E’ più difficile fare i genitori oggi rispetto alla generazione precedente?

Oggi è più complesso perché si sanno più cose e non si può far finta di non sapere.

E volevo dire che i bambini e i genitori stanno molto meglio oggi che nel passato perché prima certe cose non si sapevano e non si dicevano.
Oggi anche le cose più dolorose e più brutte si conoscono e si sanno.

Prof. Maria Rita Parsi

PSICOTERAPEUTA, PSICOPEDAGOGISTA, DOCENTE UNIVERSITARIA, GIORNALISTA, SCRITTRICE

Fin dall’età di vent’anni Maria Rita Parsi inizia un lungo percorso in cui l’insegnamento, che ama profondamente, e la crescita personale sono coniugati magistralmente. Influenzata dalle più grandi personalità nel campo psicologico sociologico e pedagogico, arriva a elaborare e mettere a punto una “metodologia operativa, applicabile in ambito psicologico e socio-pedagogico, denominata psicoanimazione“.

Presidente della  “Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino Onlus”, ora membro del Comitato ONU

Quando i genitori sono consapevoli delle proprie potenzialità sono in grado di individuare, sostenere, sviluppare le potenzialità dei propri figli.

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