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Far dormire il fidanzato o la fidanzata di tuo figlio/tua figlia  a casa?

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Nan Coosemans

Il primo fidanzato o la prima fidanzata non si scordano mai, vero genitori? I primi a non scordarlo/a sono proprio i genitori stessi e non i ragazzi? 

Non è vero?

Chi di voi non ha avuto un (seppur piccolo) sussulto nel cuore nel sapere e/o capire che il proprio figlio o la propria figlia si fossero fidanzati per la prima volta? 

Ci eravamo preparati, o meglio, ci stavamo preparando all’idea, ci avevamo pensato diverse volte e tutto sommato avevamo accettato che, come è successo a noi, anche ai nostri figli sarebbe successa la stessa cosa e che noi l’avremmo accettata pacificamente

Eppure all’arrivo della lieta novella, ci siamo resi conto che in fondo ci siamo spudoratamente mentiti e che non eravamo per davvero pronti ad accogliere il nuovo arrivato o la nuova arrivata. 

Ignoravamo però che, le vere difficoltà sarebbero arrivate insieme alle prime richieste dei figli che, presi dal totalizzante amore adolescenziale, avrebbero iniziato a domandarci cose del tipo: 

  • posso dormire da lui/lei? Lui o lei possono dormire da noi? 
  • Possiamo andare a casa di amici per il weekend? 
  • Voglio andare in vacanza con la sua famiglia/ Posso invitare lui/lei in vacanza con noi? 

Se è successo anche a te allora continua a leggere il blog

Cosa rispondere alla domanda: “Posso invitare a dormire il mio fidanzato o la mia fidanzata a casa?”

Un giorno, senza nessun preavviso, arriva lei, la domanda più temuta dai genitori “possiamo dormire insieme?”. 

Se si risponde subito NO si litiga e si viene etichettati come “bigotti”.

Se si risponde subito SI, allora i ragazzi penseranno di essere super autorizzati a fare ciò che vogliono. 

Se evitiamo di rispondere e rimandiamo litigheremo lo stesso e alla fine non avremo risolto niente.

Cosa fare allora? 

Diciamo che la risposta perfetta esiste MA non è uguale per tutti.

Ogni genitore dovrà confezionare ad hoc una risposta basandosi su:

  • Età del figlio o della figlia 
  • Livello di maturità e consapevolezza del figlio o della figlia 
  • Durata della relazione e livello di fiducia in entrambi 

Vediamo insieme di analizzare ognuna di queste variabili e di capire come utilizzarle per creare la “risposta perfetta”. 

Decidere in base all’età del proprio figlio o della propria figlia 

A che età è giusto che i ragazzi dormano insieme? Diciamo che sotto i 15 anni è obiettivamente troppo presto per permettere determinate cose. 

Per ovviare a questa richiesta, se i propri figli hanno sotto i 15 anni, si potrebbe dare loro l’opportunità di organizzare in alternativa una sorta di pigiama party in salotto durante una serata in cui voi ovviamente sarete ben presenti a casa. 

In tal modo, trattandosi di un gruppo di amici e non di loro due da soli, si smorzerà anche la tensione di questo fidanzamento e si eviterà di creare situazioni che potrebbero essere troppo precoci.

Se la richiesta viene da ragazzi o ragazze che hanno dai 15 anni in su allora bisognerà considerare se, secondo voi, i ragazzi una tale intimità (ad esempio sapete che spesso sono soli a casa o a fare i compiti a casa …non crederete che fanno solo i compiti vero?) oppure se credete che facciano questo invito solo per sperimentare intimità o anche solo per stare insieme e condividere un momento diverso.

Non è detto, infatti, che i ragazzi vogliano stare insieme solo per quel motivo, a volte desiderano davvero vivere fino in fondo la relazione, vogliono scoprirsi e condividere qualcosa di unico da poter custodire come il più grande tesoro. 

Ricordiamoci che se i ragazzi vogliono, fanno ciò che desiderano senza neanche farci capire niente. Se stanno facendo un invito a casa allora possiamo anche ritenerci fortunati e felici perché ciò significa che stanno tentando di condividere con la famiglia la loro vita privata. 

Ad ogni modo, per prendere una decisione, diciamo che, se il figlio o la figlia hanno già, secondo noi, sperimentato determinate esperienze, allora possiamo anche essere più indulgenti e, accordandoci su determinate regole da seguire, possiamo dare il permesso. 

Se secondo noi i ragazzi non hanno ancora fatto nessuna esperienza, possiamo provare a chiedere il perché della richiesta portandoli a riflettere e a farsi anche loro delle domande, senza intestardirsi sulla richiesta in sé. 

Decidere in base al livello di maturità del figlio o della figlia

Tutti noi sappiamo se i nostri figli sono o non sono maturi. Aldilà delle solite lamentele che solleviamo spesso sui nostri figli, noi, in fondo conosciamo bene i loro pregi e sappiamo quali sono i loro difetti.

Se nostro figlio o nostra figlia sono risaputamente delle persone mature allora possiamo già iniziare a rilassarci e a far cadere tutti i pregiudizi che abbiamo nella testa. 

Quando i figli sono maturi, infatti, spesso muovono delle richieste solo dopo averci riflettuto e solitamente si fidanzano con ragazzi o ragazze che sono anche loro maturi e/o mature. In questo caso sarà più facile parlare e confrontarsi con loro su questa decisione per capire come mai l’hanno fatta.

Se i nostri figli non sono maturi e hanno sempre fatto scelte molto avventate allora anche noi dovremmo agire di conseguenza e cercare di capire se stanno per commettere l’ennesima stupidaggine o se questa volta hanno riflettuto più a lungo. 

In questo caso, è inutile osteggiarli, questo susciterà solo la loro ribellione. Gli adolescenti sono già molto istintivi, quindi suscitare in loro emozioni di rabbia e frustrazione non farà che intensificare la loro aggressività. 

Se vogliamo ottenere da loro un ragionamento dovremmo conquistarci la loro fiducia, farci vedere aperti e non “sconvolti e bigotti”, dovremmo far capire loro che li ascoltiamo e che prendiamo seriamente la loro richiesta. Poi a seconda del loro ragionamento potremmo decidere con quali limiti e regole accettare la richiesta o con quali argomentazioni rifiutarla. 

Decidere in base alla durata della relazione e alla conoscenza del fidanzato/della fidanzata

Chi è questa persona che viene invitata a casa? La conosciamo o non la conosciamo affatto? 

I nostri figli la conoscono bene o è il primo/la prima arrivata?  In base a questa semplice constatazione sarà facile rispondere ai nostri figli. 

Se questo fidanzato o questa fidanzata sono perfetti sconosciuti potete fare una controproposta e dirgli di invitarli prima per il pomeriggio o per il pranzo e per la cena. 

Se invece sono il fidanzato o la fidanzata che conoscete da tempo allora, potete magari pensare di accettare ma con delle condizioni.  

Se, dentro di voi, sentite che la via di mezzo è ciò che è realmente giusto, non abbiate paura di proporla ai vostri ragazzi. Fategli capire che l’esagerazione non è mai la scelta giusta e che è importante darsi delle regole. 

Attenzione: le regole spesso vanno in entrambe le direzioni, gli adolescenti non danno niente senza chiedere niente. 

Con gli adolescenti non si danno ordini ma si stringono patti. 

Loro desiderano sentirsi grandi e sentirsi parte del processo decisionale, per tale motivo è molto probabile che vi chiederanno di rispettare anche voi delle regole di privacy, prima di accettare pensateci bene perchè infrangere una di quelle regole significherà poi perdere il loro rispetto e dargli la possibilità di fare lo stesso. 

Responsabilizzare i ragazzi è l’unica arma che abbiamo per proteggere i nostri figli da qualsiasi pericolo 

Sia che i ragazzi abbiano 15 anni o che ne abbiano 18 vanno responsabilizzati sull’attività sessuale, Ecco perchè durante i nostri campi estivi  facciamo diverse lezioni di educazione sessuale. 

La verità è che se i ragazzi conoscono i pericoli fisici ed emotivi legati ad una relazione con un’altra persona,  se i ragazzi si sentono liberi di poterne parlare con i propri genitori …allora la situazione non sfuggirà mai di mano completamente. 

Ricorda bene che ciò che conta è altro

Come diciamo sempre, la connessione con i figli è la cosa da non perdere mai. Litigare e non parlarsi più è molto più pericoloso di concedere ai propri figli di “Far dormire il fidanzato o la fidanzata a casa”

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Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia

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