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Educazione Finanziaria Adolescenti

Educazione finanziaria adolescenti
Nan Coosemans

Insegnare il valore dei soldi ai figli: sei un genitore Bancomat o una buona guida finanziaria per i tuoi figli?

L’adolescenza, oltre ad essere l’età dei cambiamenti fisici e mentali per eccellenza, è anche l’età delle richieste, e non si parla più di richieste piccoline come un giocattolo o un gelato, si parla di richieste ben più importanti di soldi e regali.

“Mamma voglio il motorino”

“Papà mi compri quelle scarpe firmate?”

“Anche io voglio l’ I-Phone”

“Voglio farmi le unghie finte come quella mia amica”

Queste frasi vi suonano familiari? Bene allora continuate a leggere perché in questo articolo cercheremo di darvi qualche spunto di riflessione sulle differenza tra un genitore bancomat e un genitore che guida i figli ad una sana gestione delle finanze.

Iniziamo subito!

E’ giusto comprare ai figli le cose che desiderano perché altrimenti sono gli unici a non averle?

Questa domanda rappresenta un grande dilemma per i genitori che, in effetti, hanno la tendenza a “voler accontentare i figli” perché vederli felici è tutto ciò che vogliono.

Se a questa tendenza genitoriale, uniamo le grandiose capacità di persuasione degli adolescenti otteniamo quello che è il risultato finale (e poco soddisfacente) del diventare “genitori bancomat” e di rendere i figli dei “prelevatori” e non dei veri pensatori.

Come funziona la mente dell’adolescente quando vuole qualcosa?

Gli adolescenti chiedono ciò che desiderano con grande insistenza perché, come spesso diciamo durante i nostri corsi online non hanno ancora del tutto sviluppato la corteccia cerebrale e quindi non riescono a ragionare al 100%.

In questa fase sono istintivi alla decima potenza e il processo che avviene nella loro testa è più o meno il seguente:

  • Vedo una cosa nuova-> mi piace (emozione di felicità) -> la voglio, ne ho estremamente bisogno.
  • I miei amici hanno tutti l’I-Phone -> mi sento escluso e solo (emozione di frustrazione) -> devo avere l’I-Phone.

Da questo processo parte la richiesta insistente verso i genitori perché sono convinti che “con quell’oggetto” loro saranno felici, mentre senza quell’oggetto loro saranno infelici.  Ragionano sulla base di emozioni molto forti che sentono e che non sanno e non riescono a gestire.

Vi ricordate quanti giocattoli vi hanno fatto comprare quando erano piccoli per poi lasciarli in un angolo inutilizzati?

Un giocattolo ha una spesa media che va dai 5€ ai 40/50€, un I-phone, un motorino e un paio di scarpe firmate incidono in maniera molto più forte sulle finanze della famiglia.  Senza contare che con i bambini si ragiona pochissimo mentre con gli adolescenti bisognerebbe iniziare a farlo abbastanza spesso (pur considerando i limiti di cui sopra).

Una volta un papà molto benestante e quindi senza problemi di “soldi” disse:

Quando non hai i soldi è più facile educare i figli perché gli devi dire di no e basta, la vera difficoltà è quando li hai è lì che si vede la bravura nel sapersi dosare.”

Noi speriamo sempre che ogni genitore possa raggiungere una buona situazione finanziaria, ma essere benestanti non dovrebbe mai coincidere con “il non insegnare la cultura finanziaria ai propri figli”.

Come si valuta la richiesta di un adolescente?

Le richieste dei ragazzi a volte sembrano un po’ eccessive, ma andrebbe valutato in che ottica e contesto avvengono.

Da una parte è giusto che i ragazzi siano al passo con i tempi e che non si sentano esclusi dalla loro generazione. Per gli adolescenti il gruppo è punto di riferimento principale ed esserne fuori, perché non si possiede un motorino ad esempio, comporta il sentire un grosso disagio. Ciò non vuol dire che devono seguire “come pecore” tutto ciò che fa il gruppo, però un genitore dovrebbe tenerlo sempre presente.

Dall’altra parte c’è poi la famiglia con la sua capacità di spesa, con la sua etica, con le sue abitudini. La famiglia è il primo gruppo in cui il ragazzo cresce e, anche se in adolescenza tende a snobbarlo, deve scontrarsi col fatto che non può snobbare del tutto la sua famiglia soprattutto quando ne dipende anche finanziariamente, giusto?

Quando un ragazzo fa una richiesta, un genitore non dovrebbe ne dire subito di sì, ne dire subito di no (a prescindere da quanti soldi abbia in banca).

Dovrebbe rispondere: “Va bene, per prendere una decisione valuteremo insieme questa cosa”.

Attenzione al linguaggio del corpo, non accompagnate questa frase da un atteggiamento di scocciatura e ansia né da uno di accettazione completa che dimostri che già li accontenterete.

Siate nel mezzo tra il mostrarvi propensi all’acquisto e l’ essere attenti a considerare diversi fattori anche perché è così che  un esperto di finanza fa: valuta pro e contro di ogni “investimento”, giusto?

Gli uomini e le donne più ricchi/e al mondo sono quelli più attenti e oculati nelle loro scelte e nella gestione delle proprie finanze.

Come valutare la richiesta di un figlio di comprare qualcosa?

Ogni ragazzo, come dicevamo poche righe più su, vive in due contesti: quello sociale e quello familiare.

Se il contesto sociale (e anche social) suggerisce di avere le ultime scarpe sportive proposte da qualche calciatore e vendute a 200€, il contesto familiare dovrebbe avere principalmente due obiettivi, educare i figli a dare valore ai soldi, fornire ai figli ciò di cui hanno bisogno.

Un genitore Bancomat alla prima insistenza, al primo pianto, alla prima rottura di scatole …cede, a volte anche se non può permetterselo.

In quel caso il messaggio che riceve un ragazzo è: ok se insisto abbastanza ottengo ciò che voglio e me ne frego se mio padre o mia madre non possono permetterselo (fidatevi di solito ragazzi sanno quando la stanno sparando troppo alta).

Un genitore guida finanziaria cercherà innanzitutto di fare una valutazione a priori e in privato, chiedendosi:

  • Posso fare questa spesa?
  • Avevo pensato di investire questi soldi in qualcos’altro?
  • Ci saranno spese future già programmate?
  • La richiesta di mio figlio/mia figlia è ragionevole oppure è un puro capriccio?

Una volta fatto questo ragionamento in compagnia del coniuge (se c’è), si può passare a parlare con il figlio o la figlia.

La cosa importante è fare qualche domanda e portare i ragazzi a ragionare, una cosa che da soli, non sono ancora capaci di fare al 100% (per i motivi sopra esposti).

Innanzitutto si può indagare il grado di consapevolezza del figlio o della figlia: Come mai hai fatto questa richiesta? Che cos’ha di bello questo telefono, questo video gioco, questa maglia tanto da desiderarla così tanto?  

Poi se il genitore ha valutato la fattibilità dell’acquisto per non far sì che il figlio si abitui ad avere tutto e subito potrebbe comunque spiegargli il suo ragionamento e dirgli ad esempio: “ho deciso (con tuo padre o con tua madre) di regalarti questa cosa, è sicuramente una bella spesa ma quest’anno ti abbiamo visto/a metterti in gioco, impegnarti per i tuoi obiettivi e vogliamo farti un regalo. Oppure quest’anno è stato bello tosto (causa covid) e ogni tanto bisogna regalarsi un po’ di puro piacere. Oppure potrebbe barattare il regalo con piccoli lavoretti a casa in modo che il figlio o la figlia imparino a guadagnarsi ciò che desiderano”.

Se invece il genitore ha valutato che è necessario restringere le spese e che bisogna scegliere tra una cosa e l’altra potrà dire: “Ho valutato la scelta, questo mese avrò diverse spese e non vorrei trovarmi in difficoltà, potremmo valutare diverse opzioni, potremmo mettere in conto questa cosa e gestirci i risparmi in modo da comprarla quando si potrà oppure potresti chiedermi una cosa alternativa che non mi porti a spendere questa cifra”

Se infine il genitore ha valutato l’impossibilità dell’acquisto non deve sentirsi male o in colpa, ma anzi sentirsi forte e responsabile tanto da sapere dire: “in questo momento non possiamo,  ci dispiace, abbiamo capito che per te ha un bel valore ma siamo comunque sicuri del fatto che capirai e che non vuoi metterci  in difficoltà.”

L’obiettivo è far ragionare i ragazzi e dare un valore al denaro SEMPRE sia che in famiglia ce ne sia tanto, sia che in famiglia ce ne sia di meno.

Anche se possiamo permetterci di comprare ai nostri figli tutto ciò che desiderano, la cosa importante è fargli capire che qualsiasi cosa è costata a voi lavoro, impegno e fatica.

Ogni famiglia ha il suo tenore di vita e va benissimo così. Chi può avere vacanze da migliaia di euro e chi no.

Non importa questo, ciò che conta è che i ragazzi comprendano il rispetto verso il lavoro e l’impegno e la gratitudine verso tutto ciò che possono avere.

E se non possono avere quello che desiderano?

Anche il quel caso il messaggio da passare è rispetto per l’impegno che si mette ogni giorno per poter guadagnare e comprare almeno le cose essenziali e gratitudine per avere genitori che si preoccupano e il cui bene non si misura certamente nella quantità di scarpe che comprano.

Importante: per chi ha i figli più grandi o in età lavorativa sarebbe molto saggio ogni tanto fargli guadagnare qualcosa da soli.

Per spronarli ad essere saggi dal punto di vista della gestione finanziaria potreste prendere dal web la storia di alcuni VIP che sono diventati ricchi imprenditori grazie a sacrificio, impegno e scelte oculate.

Molti cantanti come ad esempio RIHANNA sono stati indicati come i migliori imprenditori proprio per avere saputo scegliere come investire il loro denaro in maniera saggia seppur ne avessero in abbondanza.

Speriamo che questo articolo sia stato utile a tutti i genitori che leggono: se agirete seguendo queste poche linee guida sicuramente darete ai vostri ragazzi la consapevolezza che tutto ciò che si ha non è scontato e che se anche qualcosa non si ha bisogna essere comunque grati e magari impegnarsi per averla.

Gestione finanziaria in famiglia: ne parleremo approfonditamente durante il weekend FAMIGLIE IN AZIONE il 15 e 16 Ottobre 2022 a Riccione, in compagnia di PIETRO DI LORENZO esperto di gestione finanziaria familiare e autore del libro “ 1 Milione per mia figlia”.

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Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia
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