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Dipendenza dalla pornografia. Cosa puoi fare come genitore

Dipendanza-da-pornografia
Nan Coosemans

Come ci si accorge se il proprio figlio/a sia dipendente dalla pornografia?

Spesso non ci si accorge affatto di una tale dipendenza. 

Gli adolescenti sanno essere molto riservati e, chiusa quella porta della camera, solo i muri sanno cosa succeda al suo interno. 

Se però si ha un figlio tra i 14 e i 18 anni (soprattutto maschio) la probabilità che stia consumando contenuti porno è altissima. 

Certamente non è detto che ne sia dipendente ma il rischio di diventarlo è sicuramente alto.

La pornografia è il canale più facile, diretto e gratuito per arrivare a fare un’esperienza della sessualità (seppur virtuale) in tempi odierni in cui il contatto reale è molto diminuito.

Nella nostra società la pornografia è accessibile al 100%. I siti maggiormente visitati non fanno controlli: basta cliccare su un pulsante che dice “si sono maggiorenne” e si apre un mondo di contenuti video gratuiti. 

Quali sono i pericoli della pornografia?

Il porno, se consumato per curiosità, di tanto in tanto, non è di certo una delle cose più pericolose al mondo. 

Di solito all’inizio i ragazzi e le ragazze lo guardano per curiosità e, solo in seguito, lo utilizzano per soddisfare i propri istinti sessuali. 

Soddisfare un bisogno di eccitazione attraverso uno schermo potrebbe aiutare i ragazzi a scoprirsi e a capire come funzioni il proprio corpo. Potrebbe inoltre “aiutarli” nel sentirsi meno impacciati davanti ad un futuro ed eventuale incontro dal vivo.

In quest’ottica tutto ok, il campanello d’allarme suona quando il porno diventa l’unico canale per entrare in connessione con i rapporti sessuali. 

Purtroppo nelle scuola, soprattutto italiane, la sessualità è un tabù. Non si capisce perché ma, accettare che gli adolescenti abbiano forti istinti sessuali, sembra essere un peccato mortale. 

La natura, che invece è saggia e giusta, ha donato a tutti degli ormoni che regolano la crescita e permettono ai “bambini” di diventare “adulti riproduttivi”. 

Non dimentichiamoci infatti che lo scopo della specie è sempre e solo uno: la riproduzione

Per tale motivo siamo tutti dotati di istinti e ormoni che ci guidano in maniera naturale a provare attrazione per l’altro sesso con il quale ci si può riprodurre (ci limiteremo a parlare di relazioni eterosessuali). 

Dovrebbe essere quindi una cosa sana spalancare le porte a questo argomento in famiglia, a scuola e nella società. 

Siccome questo non accade, i ragazzi, sentendosi giudicati e condannati per i loro istinti pensano di “fare una brutta cosa” e reprimono sé stessi rifugiandosi nel più sicuro e segreto mondo del porno. 

Questo comporta però il rischio che il porno diventi, alla fine, l’unico canale di sfogo della loro sessualità e questo ha sicuramente dei lati molto negativi. 

La pornografia, infatti, non rispecchia la “verità”, non è rispettosa dell’etica e del corpo proprio e altrui, è assolutamente eccessiva e trasmette l’idea della predominanza maschile e della sottomissione femminile.

In poche parole NON C’E’ POESIA, non c’è la componente relazionale, l’imbarazzo, la spontaneità, l’incontro, la costruzione dell’intimità passo dopo passo.

Oltre a tutto questo un altro problema è che i siti porno non si limitano a trasmette un rapporto sessuale standard (che sarebbe il primo naturale approccio di ogni adolescente) ma a creare una serie di contenuti in cui c’è un mix di tutto …addirittura di cartoni animati con caratteristiche fisiche ASSURDE e tempi di durata RECORD.

I ragazzi, che sono in un’età in cui assorbono tutto e credono a tutto, potrebbero confondersi e pensare che quella realtà sia la vera realtà e che i comportamenti dei porno attori siano i comportamenti che essi stessi debbano tenere “sotto le lenzuola”. 

L’unico modo per sconfiggere questa cattiva educazione è agire con una BUONA EDUCAZIONE SESSUALE che deve partire dalle famiglie. 

Vediamo quindi insieme alcuni consigli per i genitori di adolescenti.

1° consiglio: parla in casa di sessualità ai tuoi figli e fa capire loro che il sesso ha delle sue regole e pericoli ma non è PECCATO.

Sei preoccupato/a perché pensi che parlando di sessualità ai tuoi figli rischi di spronarli ad avere rapporti con chiunque? 

Ti tranquillizzo molto dicendoti che la situazione è molto diversa: la sessualità della nuova generazione sarà molto ridotta rispetto a quella delle generazioni passate

Fino alla generazione nata tra gli anni 80’ e 90’, la sessualità veniva in qualche modo sperimentata a passi. Vuoi che fosse il bacetto, la passeggiata mano nella mano, la lunga telefonata, gli appuntamenti sotto casa o in auto. 

Altri mezzi per conoscere i segreti dell’intimità e risolvere i propri dubbi erano i giornali settimanali per adolescenti che pubblicavano (non a caso) una rubrica con le domande dei lettori sulla sessualità e con le risposte di qualche esperto in materia. 

I ragazzi e le ragazze si scoprivano a vicenda, di persona e ognuno con i propri tempi.  

I telefoni non esistevano e se esistevano non erano smart e, se volevi capire com’era fatto un corpo, ti toccava fare quei passi sopra descritti per arrivare al fatidico momento della “prima volta”. 

Solo ogni tanto capitava che, quando i genitori erano fuori, si poteva (in missione super nascosta) sbirciare qualche canale secondario che la sera trasmetteva film erotici/porno. 

La generazione di adesso compiuti i 14 anni ha già visto una serie interminabile di corpi seminudi grazie al web. (si può mettere in riquadro?)

E non parliamo dei corpi delle subrette televisive che in qualche modo erano eteree e irraggiungibili. Parliamo di corpi seminudi dei propri compagni e delle proprie compagne di classe. 

Purtroppo però, la visione attraverso i social spesso è falsata, e quindi questi corpi sembrano “perfetti”. Cosa che in realtà NON sono. 

Questa falsa perfezione ostentata fa sì che i ragazzi e le ragazze, guardandosi allo specchio e vedendosi “normali”, pensino di non essere all’altezza e quindi demordano nell’arduo compito di avvicinarsi in maniera intima ai propri coetanei.  

Di nuovo il porno torna ad essere la soluzione: il posto sicuro e senza giudizi dove bisogna solo guardare senza correre il rischio di esporsi.

 Cosa può fare un genitore? 

2° consiglio: parlare ai propri figli di quanto sopra detto e del fatto che sul web il 99% delle foto non racconta la verità.

Anche quando non si usano le app, le ragazze e i ragazzi conoscono perfettamente tutti i trucchi per apparire più magri, alti, nascondere brufoli, avere un seno più prosperoso, un sedere più grande e tondo. 

Il mio consiglio ai genitori è quello di farsi vedere propensi a non giudicare i corpi degli altri, ad accettarsi come si è, a carpire il fascino e l’importanza delle caratteristiche di ognuno che ci rendono unici. 

Bisogna sempre trasmettere ai ragazzi il valore dell’onestà ed essere un forte esempio di accettazione della propria vulnerabilità fisica ed emotiva!

I genitori potrebbero parlare ai loro figli delle proprie insicurezze da ragazzi o anche da adulti e di come hanno superato questa paura. Potrebbero parlare di quando si sono presi una cotta o magari di qualche esperienza divertente. 

Non aver paura di aprirti ai tuoi figli, lascia stare ciò che dice la società, fatti guidare dal tuo istinto tu saprai cosa puoi raccontargli e cosa no, parla con loro e lasciati guidare dalle loro reazioni per capire cosa in quel momento gli serve sentire.

3° consiglio: Parlare ai ragazzi di quale sia la differenza tra porno e realtà

Se i ragazzi però sono ormai entrati nel LOOP della pornografia e i genitori si accorgono di questa dipendenza poiché non li vedono MAI uscire con qualche compagna/o, esprimere interessi per qualcuna/o ecc ecc, allora in quel caso sarebbe meglio utilizzare qualche strategia più efficace. 

Si potrebbe pensare innanzitutto di fare un patto per ridurre le ore trascorse al cellulare e di cercare di coinvolgere i figli in attività miste ossia che prevedono anche la presenza dell’altro sesso. Di proporgli di organizzare una festa a casa.

Insomma occasioni di scambio reale, così com’erano le feste di compleanno per noi e il nostro importantissimo “gioco della bottiglia”.

Sarebbe fondamentale anche parlare loro del porno, magari inventandosi un pretesto per parlarne, ad esempio: 

“hai sentito di questa dipendenza da porno di cui si parla e che riguarda gli adolescenti? Tu cosa ne pensi? Io non pensavo fosse un fenomeno così diffuso, i porno alla fine sono anche surreali” 

I tuoi figli si stupiranno di sentirti parlare così e magari di scoprire che conosci la materia. Cerca di spronarli a capire che il brivido dell’incertezza e del rischio sono anche loro passi fondamentali della crescita. 

Portali a immaginare quanto più bello sia il conquistarsi la fiducia di un ragazzo o di una ragazza che decidono di baciarti, rispetto alle situazioni scontate e surreali del porno.

Fagli capire che i porno attori registrano a volte con trucchi cinematografici e sicuramente con l’aiuto di viagra e che questo non rispecchia ovviamente la verità. 

Insomma caro genitore, non lasciare che sia la società ad educare i tuoi figli, fallo tu, sei il più grande influencer per loro, spesso lo dimentichi non è vero? 

Spero che questo articolo ti sia stato utile e se ti serve una guida non esitare a contattarci per chiederci informazioni su come formiamo e supportiamo i genitori di adolescenti dai 9 ai 22 anni, da ben 10 anni! 

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Nan Coosemans

Fondatrice di Younite, mamma, Family Coach e Youth Trainer. 




Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia
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