Adolescenza: 10 consigli per un figlio prepotente

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Nan Coosemans

Durante l’ adolescenza spesso i nostri figli assumonoquell’atteggiamento arrogante del “io so tutto e tu non sai niente”. Ci rispondono a tono nelle discussioni e sembra non abbiano alcun timore di mandarci a quel paese.

Da cosa deriva questa loro arroganza?Perché ci trattano così male? Cosa possiamo/dobbiamo fare noi genitori per gestire al meglio questa situazione?

In questo articolo ti svelo 10 preziosissimi consigli su come gestire tuo figlio/a che stanno passando l’adolescenza e assumono un atteggiamento arrogante e prepotente.

Adolescenza ecco i 10 consigli per gestire un atteggiamento arrogante

 

Consiglio n. 1: Impara ad ascoltare. 

Molti ragazzi, durante l’ adolescenza,  non si sentono davvero ascoltati dai loro genitori. Questa è una delle problematiche più comuni che i ragazzi ci esprimono durante i nostri campi estivi per adolescenti. I ragazzi adolescenti non vedono da parte dei genitori un ascolto sincero. Ogni volta che stanno male vanno dai genitori per sfogarsi ma tutto ciò che ricevono in cambio è un atteggiamento di giudizio oppure di problem solving. Il genitore infatti davanti allo sfogo, spesso non piacevole, del figlio e della figlia inizia subito a giudicare le sue sensazioni o a trovare soluzioni. Questo atteggiamento aumenta la frustrazione dei ragazzi che a quel punto o smettono di parlare o mandano a quel paese i genitori. Il mio primo consiglio, quindi, per “sedare” la prepotenza dei figli adolescenti è quello di porsi immediatamente nella modalità ascolto e di pensare che c’è sempre un motivo per cui i ragazzi stanno male e il nostro compito è capire quel motivo. Immagina di avere un interruttore dell’ascolto come quello della luce e di accenderlo tutte le volte che tuo figlio o tua figlia si avvicinano a te per sfogarsi. Esempio: se il tuo figlio, che sta passando adolescenza, viene da te con un muso lungo non dire “che muso che hai, che noia!” piuttosto ascolta per capire cosa si nasconde dietro le parole di tuo figlio o di tua figlia. Per sapere come ascoltare tuo figlio, scarica il mio video corso gratuito.

Consiglio n. 2: Crea connessione fisica ed emotiva. 

La prepotenza dell’adolescente deriva da una resistenza che il ragazzo o la ragazza stanno facendo perché si sentono insicuri e/o impotenti. Alzare al voce e “farsi grossi” per loro equivale a dimostrare che invece possono gestire una situazione, che ce la possono fare e che si rifiutano di sottostare a quella insicurezza. Come può reagire un genitore invece di arrabbiarsi? Può cercare di non perdere la connessione con i propri figli focalizzandosi sul fatto che questo atteggiamento è più o meno normale e che “loro sono in crescita” per tale motivo non bisogna prendere questa arroganza sul personale. Perdere la connessione è molto pericoloso perché significa perdere ogni filo di comunicazione con il proprio figlio. Essere connessi significa, invece, capire i nostri figli, osservarli, e creare dei momenti in cui si può parlare in modo chiaro e sincero ad esempio dicendo “amore oggi mi sono sentito dispiaciuta/o per il tuo atteggiamento, cosa è successo come mai eri così nervoso/a?”. Creare connessione fisica, invece, significa dare quell’abbraccio, quel bacio o quella pacca sulla spalla che gli adolescenti non chiedono più ma che, in fondo, desiderano tanto.

Consiglio n. 3: Ricordati che stanno crescendo.

I nostri ragazzi si comportano in maniera arrogante, dandoci la sensazione che sappiano già tutto, che possano cavarsela da soli e che noi siamo solo degli elementi di disturbo per loro, la verità però è che non è così. I nostri ragazzi adolescenti assumono questo atteggiamento di prepotenza solo perché stanno crescendo, cercano delle risposte, vogliono capire il mondo degli adulti e lo fanno attraverso nuove scoperte quotidiane. Questa fase di vita però spesso li fa sentire insicuri e frustrati e davanti a questa sensazione loro cercando di sfogarsi con noi genitori che siamo le persone più vicine a loro. I ragazzi infatti quando sono insicuri di solito si comportano in due modi: o ci mandano a quel paese oppure non ci parlano più, chiudendosi totalmente. Nel momento  in cui ciò accade possiamo evitare di sentirci feriti e focalizzarci sul fatto che stanno crescendo e che hanno bisogno di “ribellarsi a noi” per poterlo fare.

Consiglio n.4:  Non rispondere emotivamente.

Per un genitore questo è uno dei compiti più difficili. Ecco perché nella nostra scuola on line per genitori di adolescenti ci focalizziamo spessissimo su questo argomento soprattutto durante le nostre sessioni live. Quando i nostri figli adolescenti assumono un atteggiamento arrogante e prepotente la prima cosa che i genitori fanno è prenderla sul personale  e arrabbiarsi pensando “perché mi tratta così male? Cosa gli ho fatto di male? Non merito tutto questo!” In quello stesso momento nasce in loro un sentimento di rabbia e frustrazione che li porta a dire ai propri figli frasi come “non devi permetterti di rispondermi così! Non parlarmi più con questo tono altrimenti ti chiudo in casa ecc ecc!” Questo tipo di reazione è emotiva al 100% e non porta ad alcun risultato. Il genitore in quel caso deve capire che, se il figlio agisce così è perché si sente insicuro rispetto a qualcosa e l’unico modo per esprimerlo è sfogandosi con il genitore e andando in resistenza (chiudersi o rispondere con arroganza). Una volta capito questo concetto sarà più facile distaccarsi dalle emozioni e non cadere nell’errore di dare risposte sbagliate.

Consiglio n.5: Non andare in battaglia altrimenti perderai.

Quando un figlio fa il prepotente la cosa migliore che un genitore possa fare è non dargli filo da torcere e non abbassarsi al suo livello di comunicazione altrimenti verrà sconfitto. Il ragazzo prepotente infatti sta cercando lo scontro e noi non dobbiamo fare in modo che ciò avvenga perché il compito del genitore è sedare la prepotenza e non alimentarla. Nel momento in cui vediamo che la conversazione va oltre ogni limite allora possiamo abbandonare il campo di battaglia, che non significa essere sconfitti ma anzi significa dare un segnale al proprio figlio rispetto al fatto che non siamo disposti a farci trattare così. Anche quando un ragazzo si chiude completamente e insiste nel suo silenzio possiamo abbandonare la battaglia e decidere che ci rivolgeremo a lui o lei in un momento più favorevole.

Consiglio n.6: Insegnagli la differenza tra opinione e verità.

Quando i ragazzi si rivolgono a noi genitori con prepotenza di solito vogliono far prevalere la loro idea sulla nostra. Se noi non abbiamo la loro stessa opinione spesso i ragazzi reagiscono con ancora maggiore arroganza per affermarsi e farci capire che loro hanno ragione e noi no. La cosa migliore che un genitore possa fare in questo caso è insegnare ai propri figli che è bello avere una propria opinione ed è giusto esprimerla ma che quell’opinione non è la verità assoluta e che non tutti devono per forza condividerla. Come puoi insegnare questa cosa ai tuoi figli? Semplicemente rispettando le loro opinioni e lasciandoli liberi di esprimerle senza giudicarle. Vorrei inoltre ricordare che spesso noi siamo abituati al modello genitoriale che vede il genitore come il conoscitore di tutto e il figlio che invece deve apprendere ogni cosa dal genitore. Questo modello si è quasi del tutto capovolto dal momento che, grazie a internet, i nostri figli hanno accesso ad un grandissimo ammontare di informazioni e spesso ne sanno davvero più di noi. Ascoltarli sarà utile non solo per calmare la loro prepotenza ma anche per imparare qualcosa di nuovo!

Consiglio n.7: Stabilisci le conseguenze e non le punizioni.

Il genitore che prende sul personale l’arroganza e la prepotenza del figlio è portato a reagire in maniera istintiva e spesso a imporre al figlio delle grandi punizioni. Questo, come abbiamo detto, accade perché il genitore si focalizza sull’atteggiamento arrogante del figlio e non sulla ragione che si nasconde dietro quell’atteggiamento. Ad ogni modo se vediamo che i nostri figli si stanno comportando davvero male, una cosa saggia da fare è avvisarli sulle conseguenze senza il bisogno di infliggere punizioni come togliere cellulare, playstation, uscite con gli amici ecc ecc. Se vuoi sapere di più su come impostare un sistema di conseguenze e non di punizione puoi entrare nella nostra scuola on line per genitori dove troverai un intero corso dedicato a questo argomento.

Consiglio n. 8: Pattuisci con tuo figlio un segnale segreto da usare in pubblico per dire “basta”.

I ragazzi spesso tendono ad essere ancora più prepotenti quando sono davanti ai loro amici e coetanei. In quel momento vogliono mostrare al loro gruppo di pari che loro possono benissimo cavarsela da soli e non hanno affatto bisogno della mamma e del papà. Il loro atteggiamento esprime chiaramente il messaggio “chi sei tu mamma/papà per darmi ordini o dirmi cosa devo fare?”. Questo comportamento è del tutto normale ma ciò non significa che ogni genitore debba tollerare qualsiasi cosa. Per evitare di discutere e litigare davanti agli altri ciò che suggerisco di fare è di trovare un segnale segreto da condividere con i figli che dica “ok basta, ne parliamo dopo”. In questo modo genitori e figli decidono di comune accordo di non  volersi mettere in imbarazzo a vicenda davanti a degli sconosciuti.

Consiglio n. 9: Utilizza l’umorismo.

Quando un figlio diventa super prepotente e inizia a provocarci di continuo punzecchiandoci e cercando sempre lo scontro, la migliore cosa che possiamo fare se ci sentiamo esausti è di utilizzare l’umorismo. Quando si prende tutto sul personale infatti si rischia di rendere l’atmosfera ancora più pensante di quella che è. In quel momento un modo semplice di mettere fine alla battaglia è quello di utilizzare l’umorismo per alleggerire l’aria e suscitare un sorriso sulla bocca dei nostri figli e sulla nostra.

Consiglio n.10: Focalizzati sui lati positivi di tuo figlio.

Spesso noi genitori tendiamo a mettere in evidenza solo ciò che i nostri figli non fanno e in questo modo non facciamo altro che scoraggiarli e suscitare ancora di più il loro nervosismo. Ecco perché poi si rivolgono a noi con arroganza e prepotenza, perché non si sentono apprezzati. Spesso la loro reazione infatti è quella di decidere di non fare più niente per tutto il giorno e di porsi in una modalità di grande resistenza. In quel caso noi genitori possiamo smettere di rimproverarli per ciò che non fanno e iniziare a mettere in evidenza tutto ciò che loro fanno, sottolineando le loro buone qualità. Questo metodo è infallibile e tutte le volte fa in modo che il figlio o la figlia cambino totalmente la loro attitudine iniziando a dimostrarsi più collaborativi e “docili”. 

Questi erano i miei 10 consigli per gestire un figlio adolescente, spero che ti siano stati utili, fammelo sapere commentando l’articolo o scrivendomi direttamente.

Prima di lasciarti però vorrei ricordarti solo un’ultima cosa: se ti senti stanco o stanca di fare il genitore non dimenticare che l’adolescenza è solo una fase e che non durerà per sempre. Ciò che devi fare ora è importante per la crescita dei tuoi figli e per il loro futuro, non demordere, non sarà sempre così e più agirai da genitore consapevole più otterrai risultati straordinari.

Nan
Fondatrice Younite
Family Coach & Youth Trainer

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