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Libera la tua vera identità: come liberarsi dalle etichette degli altri

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Picture of Luigi Castiglioni

Come smettere di credere di essere come ti disegnano gli altri

I giudizi ascoltati in famiglia, a scuola, dagli amici, dagli istruttori sportivi, tendono a darci un’etichetta, ossia una definizione, che poi (solitamente) ci condiziona nella vita.

Oltre alla famiglia, ad influenzare come ci vediamo, interviene anche la società in cui cresciamo, che tende alla malsana abitudine della  definizione perpetua e alla classificazione.

Si comincia in famiglia con un “E’ un bambino così dolce, è una peste, è un terremoto, è un angelo” e si prosegue a scuola con “E’ un alunno timido, estroverso, indisciplinato, studioso, menefreghista”. 

Infine si passa all’etichetta affiabiataci dagli amici “E’ un tipo solare, è uno a posto, è inaffidabile, è una brava persona”.

Ci sono poi le somiglianze, avete mai pensato quanto comuni frasi come “E’ tutto suo padre, ha preso il carattere del nonno, ha il talento della madre”, possano influire sull’idea che noi stessi abbiamo di noi?

Un ruolo importante nella definizione di ciò che siamo lo giocano anche gli odiatissimi paragoni: “Tuo fratello è più attento,se vuoi fare strada nella vita impara da tuo cugino che è più sveglio”.

La domanda che oggi, da coach vorrei, quindi, porti è la seguente: “Ti sei fatto l’identikit o te lo sei lasciato fare, quasi fossi un colpevole?

Se la risposta è che ti sei lasciato definire, allora la mia esortazione è quella di smettere di fare il/la fuggiasco/a.

Perchè in fondo lo sei.

Infatti sei in fuga da te stesso/a.

Immagino inoltre che stia succedendo anche ciò che sto per dirti.

Più ti scopri diverso da come ti sei (ti hanno) dipinto, più la stima di te si intacca, tanto che cominci a nutrire la sensazione di aver tradito la tua identità profonda.

In realtà hai solo squarciato il ritratto che avevano fatto di te stesso, e hai fatto emergere tracce del volto diverso che possiedi.

La realtà è che tentare di definirsi o di farci definire è qualcosa di totalmente inutile. Infatti sin dalla prima infanzia dentro di noi convivono modi di essere opposti e tendenze divergenti. Tu sei una cosa, ma sei anche il suo contrario e in modo del tutto naturale.  La contraddizione è un elemento portante  del nostro essere.

Senza di essa saremo inchiodati alla fissità.

Gli schemi fissi i giudizi, i modelli gli obiettivi prefissati limitano le tue possibilità , impedendoti di esprimere i tuoi talenti.

Le persone che sono convinte di conoscerti meglio e che si prendono la libertà di entrare in confidenza con te, sono le stesse che sferrano colpi alla tua autostima, perché si impegnano a segnalarti quello che il tuo comportamento si discosta dalle aspettative che loro stessi o i modelli sociali nutrono su di te .

Ecco alcuni esempi di affermazioni che servono a distruggere la nostra autostima non prendendo in considerazione ciò che veramente siamo ma piuttosto guardando solo a ciò che abbiamo disatteso:

Sei davvero un disastro.

Lascia, faccio io così finiamo prima.

Possibile che alla tua età tu non abbia nessuno?

Quando ti troverai un lavoro serio?

Ma chi ti ha insegnato a fare così?

Non farti condizionare dai giudizi degli altri nemmeno quando i pareri e i consigli arrivano da persone che ti vogliono bene e che affermano di conoscerti.

“Quello che gli altri criticano del tuo comportamento e del tuo modo di essere è in realtà quello che ti differenzia”

Quelli che definiscono difetti sono dei semi pronti a germogliare, perché contengono le tue caratteristiche più autentiche: se impari a sfruttarli ti faranno fiorire.

Questi talenti possono sbocciare solo se smettiamo di lottarci contro, se evitiamo di giudicarci, se non cerchiamo continuamente di omologarci per sentirci accettati.

Solo allora i “difetti” iniziano a mostrare il loro vero volto: la timidezza diventa capacità di introspezione, la sensibilità diventa sesto senso.

Prova a seguire le  tue caratteristiche personali senza cercare di eliminarle se gli altri ti dicono che sono sbagliate, inadatte.

La tua natura si realizza a modo suo, non come vuole il mondo.

Il tuo successo arriva solo se fai le cose come le sai fare tu.

NON CHIEDERTI COSA PENSANO GLI ALTRI

Nel decidere le cose che devi o non devi fare cerca di comportarti secondo i tuoi modi e non secondo ciò che pensi possa andar bene agli altri.

NON VIVERE I PROGRAMMI SUGGERITI

Non importano gli obiettivi futuri che ti hanno indicato o ciò che ti ha bloccato nel passato, conta solamente il posto in cui ti trovi ora, il luogo in cui il tuo viaggio ti ha portato.

“Ognuno fin dalla nascita è accompagnato da un “daimon”, una sorta di guida, che lo conduce a realizzare quello che è portato a fare. Perciò nella vita occorre imparare a dar retta al proprio daimon per diventare se stessi.”

Spero che questo articolo ti sia stato d’illuminazione 

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Luigi Castiglioni

Family Coach 

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Luigi Castiglioni

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