Come comunichi a tavola con tuo figlio?

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Debora Conti è una formatrice, autrice e coach professionista.

Autrice de Il Giusto Peso per Sempre, durante l’evento Famiglie in Azione ai genitori in aula quanto sia importante la comunicazione a tavola. Un momento importante di condivisione, esempio, educazione per i figli che spesso a tavola fanno i capricci, storcono il naso e costringono la madre a preparare più pietanze che poi, spesso, rifiutano.

Come mai oggi ci sono più problemi? Una volta i bambini mangiavano quello che c’era.

Oggi l’alimentazione è diventata un problema per più ragioni. Da una parte siamo genitori più attenti alla qualità e alla tipologia di alimenti, dall’altra la varietà ci ha portato a molteplici scelte e quindi a richieste differenti. Oltretutto ci siamo riempiti di merendine, di varietà, di eventi in breve tempo, se pensi solo a 10 anni fa la situazione era completamente differente.

Oggi c’è più attenzione al cibo e i genitori sono diventati troppo disponibili. A volte i genitori rispondono troppo alle richieste dei figli, hanno troppa indulgenza e non valutano le conseguenze. Facciamo l’esempio della mamma che prepara il cibo da portare a scuola perché il figlio lo preferisce alla mensa. È un lavoro in più per la mamma e un’occasione di socializzazione in meno per il figlio.

Quindi bisognerebbe limitare la scelta del cibo?

” Non direi limitare, ma guidare. Oggi i ragazzi hanno
troppi cibi a disposizione, troppe scelte.”

Il genitore ha paura di vedere il figlio triste, deluso e non sa cosa fare, cerca di accontentarlo e non gli fa del bene. Un figlio che chiede di mangiare alle 18 non può ricevere una brioche, una focaccia o un gelato, deve imparare ad aspettare fino all’ora di cena. Tutt’al più si può dargli della verdura nell’attesa che venga preparata la cena e si mangi tutti insieme.

Perché nascono i capricci a tavola?

Quando i bambini iniziano a frequentare i coetanei imparano da quello che vedono. Se un loro amico rifiuta un piatto, chiede cibo fuori orario o mostra abitudini diverse dalle proprie, i ragazzi imparano e riportano le nuove abitudini in famiglia. È vero che apprendono dall’esempio, ma non è solo esperienza dei genitori. Spesso, anzi, questi esempi arrivano dai compagni di scuola.

Qual è la soluzione?

Innanzitutto evitare tassativamente gli ultimatum. Meglio programmare e comunicare in maniera coerente: se devi bere acqua a tavola io non bevo bibite gassate. Poi essere disponibili fino a un certo punto: dare due scelte di verdure, ma non preparare pasti diversi. Ad esempio, se a qualcuno non piace il sugo può al limite mangiare la pasta in bianco, ma non verrà preparato un altro pasto o un altro tipo di condimento. E poi bisogna insegnare ai bambini che i loro gusti verranno rispettati ma che è necessario rispettare anche il lavoro della mamma (o di chi ha cucinato)

Come entra la comunicazione a tavola?

Il cibo è comunicazione, bisogna impararlo per utilizzarla al meglio. I genitori pensano che quando un figlio è triste del cibo, magari dolce, possa consolarlo. In realtà i ragazzi hanno solo bisogno di vivere quell’emozione, non soffocarla. Il cibo è comunicazione anche nella sua proposizione, se un genitore desidera – ad esempio – inserire i pisellini nell’alimentazione dovrà utilizzare un tipo di comunicazione ripetitiva. Estenuante, a volte, ma decisa. Preparerà pisellini in tutti i modi possibili, fino ad abituare il figlio a quell’alimento a tavola. È comunicazione nelle regole: se un ragazzo rifiuta qualcosa a tavola gli si darà una porzione più piccola e poi potrà scegliere un’alternativa sana.

Se non cena perché sostiene di non avere appetito, non potrà mangiare la brioche poco dopo. Il cibo è comunicazione propositiva quando si riesce a generare curiosità verso nuovi alimenti e nuovi sapori.

I genitori devono avere capacità di negoziazione,
senza imporre e senza arrabbiarsi.

Hai un trucco o un suggerimento?

Una delle cose che suggerisco sempre è di creare una routine divertente prima di cena. Se per esempio la famiglia cena alle 7 e i figli iniziano alle 6 a chiedere cibo si può creare l’abitudine dell’aperitivo: verdure con un po’ di sale e spezie anche mentre guardano i cartoni in modo da rilassarli prima di cena. La verdura è sempre l’alternativa utile al biscotto sfigato, che fa solo danni e rovina le papille gustative prima dei pasti.

Intervista di Sabrina Antenucci, giornalista

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