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Squid game: cosa possono fare genitori e formatori per evitare gli effetti negativi sugli adolescenti?

Squid Game adolescenti
Nan Coosemans

Squid Game: cos’è? Perché è pericoloso?


Ho aspettato un po’ prima di scrivere su
Squid Game, volevo capire quali fossero state le prime reazioni e sentire cosa gli altri stessero dicendo a riguardo.  

Ovviamente in qualità di Family Coach e Teenager coach non avrei potuto (ne dovuto) omettere di parlare di questo nuovo “fenomeno virale” e quindi eccomi qui a scrivere la mia opinione a riguardo.

Il messaggio che ho voluto racchiudere in questo blog è rivolto ai genitori e a tutti coloro che fanno parte della vita educativa degli adolescenti dai 9 ai 18 anni, affinché possano (spero) trarre qualche utile considerazione per poter gestire nel pratico questa situazione, guidando al meglio i ragazzi e tutelando la loro salute mentale.

Non appena è scoppiato il fenomeno “Squid Game” è stato interessante osservare che, come sempre, molti genitori si sono allarmati senza neanche guardare la serie (o anche solo una puntata). Per questo motivo, vorrei che in primis far capire ai lettori che cos’è davvero Squid Game. 

Di cosa parla Squid Game e perché è stato considerato “pericolosissimo” da molti?

C’è stato chi diceva che si trattasse di un gioco, chi diceva che si trattasse di un ibrido tra film e video game, chi sosteneva fosse un video game poi trasformato in film…insomma c’è stata una gran confusione.

Squid Game è semplicemente una serie TV.

Una serie TV ambientata nella Corea del Sud in cui centinaia di persone povere e piene di debiti vengono invitate, da un tipo losco ma dal sorriso rassicurante, a partecipare a un gioco in cui si possono vincere tantissimi soldi

Questi coreani disperati, che non hanno più niente da perdere, decidono ovviamente di cogliere l’occasione di diventare ricchi e di partecipare al gioco. 

Purtroppo però sono inconsapevoli del fatto che, ogni qualvolta faranno un errore, verranno eliminati e per eliminati intendo uccisi barbaramente con fredde fucilate.

I giochi proposti sono quelli dell’infanzia, la costruzione di un film (horror, drammatico o comico che sia) infatti, si basa proprio sulla psicologia e sul coinvolgimento emotivo degli spettatori. E’ chiaro che i giochi dell’infanzia ci ricordano la spensieratezza, il divertimento e anche la nostra forza (se vincevamo). In Squid Game il regista ci fa ricordare questa sensazione per poi farcela (crudelmente) dimenticare subito alla vista di questi adulti (il futuro) poveri e disperati che letteralmente sbavano ogni volta gli si mostri la somma di 100.000 won coreani che corrispondo a soli 73€! 

La spietata violenza fisica e psicologica della serie è sicuramente uno dei motivi che ha suscitato più disapprovazione e per il quale è stato considerato un film pericoloso, non è però l’unico fattore pericoloso del film.

Come mai Squid Game è più dannoso dei film violenti del passato?

Due fattori rendono Squid Game e gli altri film horror attuali, ancora più dannosi di quelli del passato: la diffusione virale dei contenuti che genera normalizzazione e la disponibilità dei contenuti a qualsiasi ora del giorno e della notte!

Qualche decennio fa c’era la Tv, c’era una programmazione televisiva e c’erano i film con bollino giallo, quelli con bollino verde e quelli con bollino rosso. 

Per i ragazzi era molto facile capire cosa non dovessero guardare e se avessero anche voluto vedere un film con bollino rosso, avrebbero dovuto avere una stanza chiusa e privata con un’altra televisione, cosa che non era scontata. 

Oggi i ragazzi invece trovano Squid Game sulla stessa piattaforma che gli propone l’Uomo Ragno, Oceania, Loving Boat e altri film allegri e innocui. E’ ovvio che facciano fatica a capire cosa sia per loro e cosa no, se gli viene propinato con tanta leggerezza.

Oltre a questo i ragazzi, per poter vedere Squid Game, non devono trovare chissà quali sotterfugi, il film è sempre lì a qualsiasi ora del giorno e della notte, proprio sul loro cellulare, quello con cui chiamano i genitori e che ormai è diventato, attraverso le APP, la finestra sul mondo e lo strumento per fare tutto.

Lo sapevi che l’altro giorno ho condiviso delle meme simpatiche e carine e non avevo alcuna idea che le immagini sotto quei testi fossero state prese da questo film triste e violento?

Ora che ci ho fatto caso ti dico che, ogni pagina instagram influente, ha pubblicato almeno un post o una story con qualcosa di inerente a Squid Game, rendendo questi contenuti “normali”.

Ma non è finta qui!

Lo sapevi che Ali Express vende per solo 1,50€ un pacco di bigliettini da visita “Squid Game” che sono gli stessi utilizzati dai “padroni del gioco” per invitare i poveri disperati a partecipare al gioco? 

Quanto tempo ci vorrà prima che milioni di adolescenti e adulti li comprino e li mettano in circolazione emulando le stesse cose del film? Magari i più bulli inviteranno i bullizzati a fare giochi pericolosi in cambio di “smettere di essere bullizzarti”. 

Immagino anche già come sarà il Carnevale 2022 e tu? Tutti con le tute rosse in giro a dare finti bigliettini da visita e a comportarsi in maniera spietata credendo di essere spiritosi.

Da quale età si può vedere Squid Game?

I ragazzi tra i 9 e i 15 anni non possono guardare questo film, ho sentito che invece molti ragazzini delle elementari lo avevano già visto. 

I genitori, a mio parere, dovrebbero esercitare il proprio controllo e la propria autorità per non permettere che i figli vedano determinate scene violente. 

Ciò significa che il genitore non può essere removibile a riguardo e, alla richiesta insistente, dei più piccoli di guardare la serie non dovrebbero cedere. 

Lo sbaglio da evitare però è quello di proibire senza dare una spiegazione. I ragazzi, seppur ancora piccoli, hanno sempre bisogno di capire il perché dei “NO” che ricevono ed è giusto che noi soddisfiamo questa loro necessità trattandoli con rispetto.

Uno dei motivi a favore della nostra “proibizione” potrebbe essere ad esempio legato al fatto che, fino ad una certa età, il cervello e anche la parte emotiva non sono pronti a ricevere informazioni così scioccanti senza risultarne traumatizzati. 

E’ lo stesso motivo per cui, per legge, gli alcolici si possono bere da una certa età in poi o per cui la patente si può prendere da una certa età in poi. C’è bisogno che oltre allo sviluppo fisico delle persone ci sia anche uno sviluppo emotivo tale da fare in modo di poter “digerire” determinate scene. 

Se dovessero insistere allora si dovrebbe sicuramente continuare a mantenere la calma e la fermezza allo stesso tempo però cercare di distrarre i ragazzi da questo pensiero fisso proponendo altre attività che possano suscitare il loro entusiasmo. 

Come bisogna comportarsi con i ragazzi dai 16 anni che, con o senza il consenso, potrebbero guardare Squid Game? 

Purtroppo questo film, a mio parere, non dovrebbe essere guardato se non prima dei 20 anni o forse più. E’ irrealistico pensare però che i ragazzi dai 16 in su (sui quali abbiamo inevitabilmente meno controllo) obbediscano ad un nostro divieto e resistano alla curiosità immensa di guardare questa serie. 

Possiamo provarci ma nessuno può assicurarci che non la guardino da un amico, in autobus di ritorno da scuola o anche a casa mentre sono soli. 

Nel dubbio, è molto meglio parlarne che lasciare il tutto nell’indifferenza

In questo caso, essendo l’adolescente più grande, si può attaccare bottone chiedendogli informazioni su Squid Game e magari facendosi raccontare quel che sa a riguardo e chiedendo anche se pensa di guardarlo. 

A quel punto, in base alle risposte si può portare avanti un confronto costruttivo che in qualche modo possa mirare a trasferire ai ragazzi 3 insegnamenti, che secondo me, sono quelli più utili a contrastare l’effetto negativo di questa serie.

Partiamo subito.

1° Insegnamento per gli adolescenti: esistono diversi tipi di violenza! 

I film violenti sono sempre esistiti, la differenza tra Squid Game o altri horror e film violenti, riconosciuti come capolavori storici, come ad esempio quelli che narrano l’espansione dell’Impero Romano, la colonizzazione delle Americhe, la guerra in Vietnam ecc ecc. è che questi ultimi hanno sempre avuto una funzione, ossia quella di narrare. 

Che l’uomo fosse capace di terribili barbarie, questo è noto a tutti noi e anche ai ragazzi, basta sintonizzarsi su un telegiornale per avere un assaggio “horror” di ciò che accade. 

La differenza tra Squid Game e un film storico violento o una news particolarmente cruda è che questi ultimi sono legati ad una necessità del mondo, quella di sapere, che è sempre finalizzata al miglioramento. 

Il messaggio che si è sempre dato alle nuove generazioni è che la guerra e l’uccisione sono le cose peggiori che possano capitare al mondo e che avvengono solo per motivi molto gravi. 

La violenza, non ha mai una giustificazione, ma i fatti attuali o del passato, che sono realmente accaduti, non possono essere cancellati, quelli vanno studiati per apprendere e per far migliorare il mondo (Si spera).

In Squid Game invece, la violenza non è storia, non ha una funzione, è frutto di un’immaginazione che ha il solo scopo di turbare il nostro animo. Non ci dà un insegnamento, non ci racconta di un popolo, non ci fa capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. 

E’ puro effetto scenografico utilizzato per fare rumore, per generare l’effetto shock e per imprimere il film nella mente delle persone (come sta avvenendo). 

2° Insegnamento per gli adolescenti: Fino a dove ci si spinge per i soldi? 

Nel secondo episodio di Squid Game, i giocatori vengono invitati a votare se continuare il gioco e tentare di vincere 45 miliardi di won coreani, il corrispondente di 32 milioni di euro o se andare a casa. 

Molti di loro (alla fine la maggioranza) vota a favore del gioco e una donna esclama “che differenza fa, tanto là fuori sarebbe comunque un inferno, almeno qui ho una possibilità, mentre la fuori no”. 

Oltre a voler lanciare il messaggio di disperazione in cui versa la Corea del Sud, la serie TV da un messaggio assai dannoso: la povertà, giustifica la cattiveria e il “suicidio”.

Davvero i soldi valgono la vita delle persone? Davvero i soldi valgono la possibilità di non tornare mai più a casa dai propri cari e dai propri figli (molti concorrenti, tra cui il protagonista, sono genitori)?

Meglio morire dignitosamente oppure morire dopo aver cancellato la propria dignità ed essere diventato un sotto-umano? 

In questo film i soldi vengono identificati come il DIO e non come il mezzo

I concorrenti sembrano non avere alcun valore a parte quello del denaro. Lo stesso protagonista mente alla povera madre anziana che si spacca la schiena tutti i giorni per pochi Won, pur di spillarle soldi da spendere poi in scommesse! 

Ancora il protagonista non si accontenta del suo lavoro onesto da autista ma preferisce inseguire il dio denaro scommettendo, perdendo e facendo sempre false promesse a sua figlia che puntualmente, a causa del suo vizio, disattende. 

E’ importante far capire ai ragazzi, che i soldi sono importanti ma non sono il fine, sono il mezzo con cui si costruiscono cose ben più importanti come ad esempio un lavoro, una famiglia, un futuro.

3° insegnamento per gli adolescenti: Sono i soldi che salvano l’uomo o è l’uomo che salva se stesso? 

In Squid Game i soldi salvano l’uomo mentre invece è l’uomo che dovrebbe salvare se stesso. 

Solo uomini e donne che non hanno niente da perdere parteciperebbero a Squid Game. Ma queste persone avrebbero potuto provare a fare qualcosa pur di non arrivare al punto “ di non aver niente da perdere”?

La risposta è SI.

I concorrenti del gioco, quanto davvero hanno provato ad essere onesti? Sono più vittime di se stesse e dei loro vizi che della sfortuna. 

Il protagonista avrebbe potuto scegliere di restare un autista, di fare un doppio lavoro, di ripulirsi dei suoi debiti a poco a poco e di condurre una vita almeno dignitosa.

Ma in Squid Game i concorrenti non sono Eroi, non sanno salvare nemmeno se stessi e non sono povere vittime di qualcuno o del sistema (almeno in parte) ma sono fautori del proprio destino. 

E’ quindi importante far capire ai ragazzi che il protagonista avrebbe potuto avere una scelta e che niente, nemmeno la povertà più assurda avrebbe potuto giustificare la partecipazione ad una tale carneficina. 

La cifra totale da vincere nel film è pari a circa 32 milioni, oggi ci sono tantissimi esempi di persone che sono arrivate a quella cifra pur non partendo da situazioni di ricchezza. E’ importante far notare ai ragazzi che noi possiamo sempre decidere che strada prendere.

4° Consiglio per genitori e formatori: Portare la discussione ad un livello più alto.

Se si discute sempre con i ragazzi solo sul livello violenza di Squid Game, loro vi prenderanno in giro e vi diranno “sono grande, pensi che non sappia che è sangue finto e che è tutto sceneggiato?” 

Se invece sposterete il dialogo su “cosa ne pensi del messaggio che vuole dare il Sud della Corea, sono profondamente dispiaciuta/o che si siano ridotti a fare del loro DIO il denaro e che vivano in queste condizioni di assurda povertà” 

Oppure ancora “lo sapevi che la sigla iniziale della serie è utilizzata anche per talk show coreano famoso e quindi è molto popolare tra i sud coreani? Si tratta de “concerto per Tromba” di Haydn, mi spiace che questa meravigliosa musica ora venga associata a questa tristissima storia!” 

Oppure ancora “lo sapevi che la scodella con cui danno da mangiare alle persone nel gioco è una scodella che davvero si usava prima nelle scuole del Sud della Corea? E’ sottile ed è fatta di un materiale che si scalda velocemente, così all’ora di pranzo riponevano tutte le scodelle in fila sopra ad un termosifone e il calore si diffondeva” 

Le insegnanti di storia, potrebbero invece affrontare dal punto di vista storico e civico la situazione attuale nel sud della Corea e passare a parlare della situazione storica e attuale in Corea. Si potrebbe assegnare un compito scritto ai ragazzi che stimoli la critica (ovviamente solo a quelli che  l’hanno visto e che ne vogliono parlare). 

Il messaggio che voglio dare ai genitori e ai professori è di allargare i proprio orizzonti e di portare i propri figli a fare lo stesso. E’ importante non parlare solo della Violenza (aiutandola così a trionfare) ma di parlare di tutti gli altri lati e messaggi “più intelligenti” inviati da questa serie tv. 

Con questa riflessione si conclude il mio articolo che spero sia stato utile per alcuni genitori e formatori. E’ in questi momenti che vorrei ribadire ai genitori quanto sia importante che, sia loro che i ragazzi, facciano corsi di crescita personale! 

Chi sviluppa consapevolezza, forza, autostima, integrità è un adulto o un ragazzo difficilmente influenzabile da serie tv come questa. 

Imparare a capire se stessi e il mondo che ci circonda è l’unica arma che abbiamo per poter diventare persone migliori in grado di reagire in maniera propositiva a ciò che ci capita nella vita. 

Se non sapete da dove iniziare, provate a partecipare ad una delle nostre esperienze di crescita personale per ragazzi o per genitori! 

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Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia
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