Sessualità fluida in adolescenza: cosa significa e come i genitori possono comportarsi con i propri figli dall’orientamento ancora indefinito. 

Sessualita-Fluida
Nan Coosemans

“A mia figlia piacciono le ragazze” 

“Ora mio figlio si mette la matita e lo smalto”

“Non ama essere definita/o dice che è una lei o un lui a seconda di ciò che sente” 

Queste sono le frasi che i genitori mi sussurrano al telefono o in video call quando mi chiamano per delle coaching.

Le sussurrano quasi come se fosse un peccato, quasi come se a dirle ad alta voce rendessero poi la sessualità fluida dei figli definitiva e soprattutto “reale” (che paura, eh!?).

La mia risposta ai genitori è sempre la stessa e, mentre la pronuncio, bado bene a gridarla con tono squillante, allegro e rassicurante:

“Va bene, capisco, sono adolescenti, sono situazioni che fanno parte di questa età”.

Io sono tranquilla, sono coach di adolescenti da 15 anni, ne vedo centinaia all’anno e per me non hanno segreti. Io li vedo tutti così: belli, splendenti, forti, capaci, unici, pieni di vita, pieni di forza, pieni di ispirazione per gli altri.

Gli adolescenti sono un albero in crescita ricco di sostanze nutritive, , forte e flessibile dalla forma ancora incerta… che forma avranno in futuro?

Non lo sappiamo, dipende anche da quanto lavoreranno su se stessi e da quanto i loro genitori lavoreranno su stessi. Iniziando proprio dal capirli e dal guidarli nella giusta maniera.

Che cos’è la sessualità fluida? Quando e perché si sperimenta?

“Sessualità fluida” è un concetto descritto dalla psicologa Lisa Diamond, la quale intende con queste parole definire la condizione per cui un individuo è “flessibile dal punto di vista della sua sessualità” ossia può essere attratto sia da individui dello stesso genere sia da individui del genere opposto.

La fluidità sessuale NON definisce l’orientamento sessuale permanente ma potrebbe definire l’orientamento sessuale di breve termine o di lungo termine.

Quando si verifica questa scoperta negli individui?

L’adolescenza è il periodo della curiosità e della sperimentazione per eccellenza. I ragazzi esplorano se stessi e gli altri e, nel farlo, spesso e volentieri, sono molto fluidi e non solo dal punto di vista sessuale.

Ciò vuol dire che potrebbero cambiare gusti repentinamente e in maniera del tutto radicale, potrebbero tornare a casa con i capelli viola e poi 5 mesi dopo decidere di tornare al naturale e rinnegare completamente la scelta precedentemente fatta.

Potrebbero iniziare a fare musica, ispirarsi allo stile rock e poi smettere perché non più interessati. Potrebbero sperimentare storie con altri coetanei dello stesso sesso e poi magari scoprire che gli piace davvero o che non gli piace per niente.

Una ricerca condotta in Inghilterra nel 2015 dal sito YOUGOV, dimostra come la fluidità sessuale sia un fenomeno che riguardi soprattutto gli adolescenti.

La ricerca portata avanti riguardante “la definizione del proprio stato sessuale”, condotta su un campione di adulti ha dato come risultato che ben il 76% degli adulti si definisce “esclusivamente etero”, la stessa ricerca, condotta sui ragazzi ha dato invece il risultato che solo il 46% degli adolescenti si definisce “esclusivamente etero” mentre il 49% (non pochi) si colloca in una posizione intermedia.

Cosa significa questo? Significa che tra i ragazzi il fenomeno della fluidità e flessibilità è molto più diffuso che tra gli adulti.

La domanda che sono sicura ogni genitore si sta ponendo è la seguente: la società di oggi ha contribuito ad aumentare questa tendenza? Dobbiamo preoccuparci del fatto che i ragazzi abbiano libero accesso a ogni tipo di informazione?

La mia risposta è Sì e NO.

 La fluidità sessuale è sempre esistita, solo che ora, chi non desidera incasellarsi in “maschio o femmina” ha più libertà di espressione, più solidarietà e comprensione da parte della società.

E’ ovvio che ogni individuo è influenzato dalla società in cui vive e che quindi, essendo circondati da tantissime persone sessualmente fluide potrebbe scatenarsi la voglia di provare, indagare, curiosare forse anche più del dovuto.

Ben venga che i ragazzi indaghino, se si è nati “quadrato” non si può diventare “cerchio”. I ragazzi potrebbero avere delle fasi ma la natura ci ha fatti con determinate caratteristiche ed è importante che ognuno rispetti la sua natura.

Anche quando la società non era pronta ad accogliere l’omosessualità come una condizione di vita, ciò non ha cambiato i geni degli omosessuali.

Se un figlio sarà etero, bisex o omosessuale lo decide la natura e non noi genitori, né la società, né gli amici, né i ragazzi stessi.

Il compito importante della famiglia e della società è lasciare liberi i ragazzi di essere e diventare chi desiderano e di incoraggiarli a togliersi sempre la maschera per mostrare chi sono.

Come dovrebbe reagire un genitore di fronte alla “Fluidità sessuale” di suo figlio/sua figlia adolescente?

La parola d’ordine quando si parla di fluidità è libertà.

Quindi l’unica azione da fare è “non etichettare”. Mettere etichette permanenti sui ragazzi è l’errore più grosso che un genitore possa fare (e non solo sulla loro identità sessuale…ma su tutto).

Cerchereste mai di catturare una farfalla che vola e di imprigionarla in una gabbia? E’ questo che fa un’etichetta, imprigiona.

I nostri ragazzi sono farfalle colorate che in questo breve periodo della loro crescita (anche se dura anni è solo una parte piccola della loro vita) vorrebbero vedere e provare tutto, non sanno poi quale sarà il loro assetto futuro e non possiamo relegarli dentro certi schemi.

Come può reagire genitore se un figlio o una figlia gli confessa di essere attratto da coetanei dello stesso sesso e/o anche del sesso opposto?

Innanzitutto, alla luce di ciò che abbiamo detto, non deve assolutamente allarmarsi ed iniziare a pensare che qualcosa sia andato storto sul percorso di vita del proprio figlio.

L’unica cosa che può andare storta nella vita dei nostri figli è quella di avere genitori rigidi che NON li accettano per come sono e che li giudicano.

Detto questo, un genitore dovrebbe dire:

“Bene, grazie sono felice che tu me ne abbia parlato o che ti senta libero/a di mostrarmelo, questo vuol dire che sei sicuro/a nell’aprirti con me”

Una volta fatto questo passaggio un genitore potrebbe continuare dimostrando empatia e apertura mentale e dicendo:

“E’ normale che a questa età tu desideri esplorare te stesso/a e gli altri per capire e tirare fuori la tua identità.

Questo ti genererà a volte un po’ di confusione e ti farà, forse, sentire sbagliato/a, ma tu non ti preoccupare, l’unica cosa sbagliata nella vita è sottomettersi al giudizio degli altri, non pensare con la propria testa e forzarsi ad essere qualcuno che non si è. Sentiti libero/a di cambiare finché vorrai, la confusione è parte del processo di crescita e non significa che si stia sbagliando”

Un genitore che riesce a fare questo discorso è un genitore che semplicemente agisce nel pieno rispetto del figlio e non cerca di imporre le proprie idee o le proprie posizioni.

Lo so che qualcuno starà pensando “Ma, io non accetto questa condizione e mi sento a disagio a dire queste cose ai miei figli perché non le penso davvero”.

Ai genitori preoccupati e non pronti ad essere aperti mentalmente chiedo: avete forse un’altra possibilità? Quali sarebbero gli altri potenziali scenari?

Analizziamoli insieme:

  • Sgridare i propri figli e farli vergognare. Sgridare per cosa? Perché sentono qualcosa dentro di loro e cercano di tirarlo fuori? Vorremmo forse consigliargli di REPRIMERE se stessi?
  • Iniziare ad essere paranoici e ad allontanarli da tutti gli amici attuali, togliere il cellulare, intensificare i controlli. Questo atteggiamento li farebbe sentire dei “criminali” delle persone che si sono sporcate di qualche peccato e che per questo debbano essere punite! Sapete cosa scatenerà in loro questo atteggiamento? Che loro inizieranno esattamente a comportarsi come “criminali” a fare cose davvero punibili e a ribellarsi così.
  • Essere “falsi amici” e poi proporgli continuamente di curarsi, di fare dei percorsi dallo psicologo. Di tornare spesso sull’argomento in maniera pacifica ma sottolineando “i pro di avere un’identità sessuale definita” Questo atteggiamento scatenerà in loro la sensazione di NON potersi fidare di voi, di avere esattamente dei genitori “falsi” che dicono di voler bene ma che poi in verità non lo dimostrano perché BENE=ACCETTAZIONE, o sbaglio?

Rileggendo questi 3 possibili e alternativi scenari di reazione, capiamo bene che noi genitori non abbiamo scelta, la sola cosa che permette ai nostri figli e a noi di sentirci bene è solo una: accettare, lasciare liberi e amare.

La sessualità fluida è sempre esistita, sempre esisterà e forse potreste sperimentarla anche voi genitori in futuro, chissà.

La cosa importante e di cui dovreste preoccuparvi è che i vostri figli abbiano gli strumenti per affrontare la vita e le sfide a testa alta: sicurezza in se stesi, chiarezza di idee, fiducia nei propri sogni, disciplina, motivazione, entusiasmo!

Tutte cose che noi insegniamo loro durante le esperienze YOUNITE, la realtà che ho creato 10 anni dedicata solo ed esclusivamente al potenziamento degli adolescenti in tutte le aree della loro vita: famiglia, scuola, amici, sport!

Dentro YOUNITE non esistono etichette, i ragazzi vengono guidati da coach professionisti per adolescenti a diventare forti, intraprendenti, sicuri!

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Come si reagisce al giudizio degli altri sui nostri figli?

Per rispondere a questa domanda mi viene in mente una citazione che dice “Sii il cambiamento che vuoi vedere nella società”.

Cari genitori, siate voi stessi promotori di una società meno giudicante, iniziate dalle vostre case. Il giudizio degli altri è qualcosa che NON si può cambiare e non si potrà cambiare mai.

Una celebra frase dice che “preoccuparsi per qualcosa a cui non c’è soluzione è come masticare un chewingum per risolvere un’equazione”.

Avete paura che i vostri figli soffrano perché qualcuno li giudica per la loro sessualità fluida e il loro modo di vestirsi che la rispecchia? Sappiate che se voi in primis non li giudicherete, loro avranno uno scudo potentissimo verso ciò che la società gli dice.

La famiglia è il porto sicuro, il posto in cui sei tu e sai che vai bene così, in nessun altro posto (tranne che in YOUNITE) i ragazzi possono sentire questa sensazione.

Cari genitori, spero tanto di avervi dato un punto di vista diverso da cui guardare ai vostri figli e alle loro scelte, se avete domande o dubbi potete contattarci al numero 338.4825290 o scrivere all’email info@youniteonline.com.

A presto!

Nan Coosemans

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