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Tuo figlio ti chiama Boomer? Ecco cosa vuol dire e come puoi rispondere!

Tuo figlio ti chiama Boomer
Nan Coosemans

Caro genitore, se sei qui a leggere è perché anche a te è toccata la sorte di essere chiamato “Boomer” o magari hai sentito i figli dei tuoi amici chiamare i loro genitori così e stai cercando di evitare che succeda anche a te!

Eeheh in effetti non serve uno scienziato per capire che i nostri ragazzi, chiamandoci così, ci stanno prendendo in giro, però se vogliamo passare al contrattacco 😉 e anche farci trovare preparati dobbiamo approfondire l’argomento ed essere al passo con i tempi!

La differenza generazionale è un argomento che troppo spesso viene trascurato, intanto però gli anni passano, le cose CAMBIANO, e noi dobbiamo cambiare con loro, non mi stancherò mai di ripeterlo ai genitori che mi seguono.

Allora iniziamo subito e cerchiamo di capire “Chi sono i Boomer o Baby Boomer?”

Nati tra il 1946 e il 1964, sono tutti coloro che oggi hanno tra i 56 e i 74 anni, i cui genitori “hanno fatto la guerra” e che hanno vissuto il cosiddetto boom economico ma anche demografico (da qui il termine baby boom che vuol dire appunto boom di bambini). E’ una generazione che ha visto avvenire grandi cambiamenti, la comparsa dei primi telefonini, i frigoriferi, l’apertura delle fabbriche alla forza lavoro femminile, i Boomers sono la generazione della modernizzazione che ha rotto i legami con il mondo agricolo dei predecessori per creare quello industriale! Tutti, o quasi tutti, hanno trovato opportunità incredibili per poter vivere una vita migliore rispetto a quella dei propri (meno fortunati) genitori.

I Boomers sono una generazione che ha visto accadere fatti storici, politici e ed economici che hanno cambiato le sorti del mondo: l’assassinio di J. F. Kennedy e Martin Luther King, la guerra del Vietnam lo sbarco dell’uomo sulla Luna. Inutile quindi dire che i loro valori, le loro credenze e le loro esperienze siano profondamente diverse da quelle sia della generazione precedente (chiamata silent generation) sia di quella successiva chiamata generazione x (di cui molto probabilmente fai parte tu che leggi, ma aspetta adesso arriviamo subito al perché tuo figlio ti chiama Boomer anche se non lo sei, almeno anagraficamente ehehe).

I Boomer sono la generazione più numerosa in quasi tutte le nazioni e sono anche quella finanziariamente interessante per il mercato. Sono loro che ad esempio, in Inghilterra, detengono l’80% della ricchezza nazionale. Tra i Boomers globalmente famosi abbiamo: Barack Obama, Angela Merkel, Donald Trump, Richard Gere.

Perché tuo figlio ti chiama Boomer anche se sei più giovane e in realtà faresti parte della Generazione X?

La parola Boomer, non viene sempre usata dai ragazzi con cognizione di causa. Oltre al suo significato originale che ho brevemente esposto sopra, Boomer è diventato anche il sinonimo di “anacronistico”.

Non sono io a dirlo ma è proprio la celeberrima Accademia della Crusca che definisce Boomer:

“Appellativo ironico e spregiativo, attribuito a persona che mostri atteggiamenti o modi di pensare ritenuti ormai superati dalle nuove generazioni, per estensione a partire dal significato proprio che indica una persona nata negli anni del cosiddetto “baby boom”, e cioè nel periodo di forte incremento demografico che ha interessato diversi paesi occidentali al termine del secondo conflitto mondiale, tra il 1946 e il 1964”

Hehe si lo so, sto distruggendo le tue convinzioni, pensavi di essere un genitore giovanile, di essere al passo con i tempi visto che hai scaricato delle app, usi Netflix, hai un Mac…. e invece l’appellativo di Boomer ti è stato appioppato lo stesso!

Non prendertela perché questo non vuol dire che sei “”vecchia/o” ma solo che non sei più al passo con i tempi nel “modo di educare” nelle “credenze che hai”, magari sei uno strenuo difensore del funzionamento tradizionale delle cose, forse dici troppo spesso “va bene un kindle, ma un libro di carta è insostituibile” oppure ripeti “la migliore cosa è trovare un lavoro fisso in azienda” oppure consideri il viaggio come “una perdita di tempo” oppure offendi gli influencer dicendo che non fanno niente (senza nemmeno conoscerli), oppure peggio ancora non rispetti l’ambiente, non ti preoccupi della plastica o non accetti le differenze di orientamento sessuale o di stile alimentare.

I nostri ragazzi fanno parte della Generazione Z, sono cresciuti nell’apertura mentale più assoluta, non esiste più il “vai a messa altrimenti fai peccato” i ragazzi vogliono una spiegazione, fanno domande, conoscono tantissimo della storia perché grazie al web e alla conoscenza delle lingue hanno accesso ad ogni tipo di informazione ogni giorno.

I nostri ragazzi hanno la mentalità aperta di un viaggiatore esperto, restando semplicemente nella loro camera. Il cellulare è una finestra sul mondo e sulle differenze di pensiero, sulle diverse modalità di vivere la vita, sulle tendenze. Quindi ai ragazzi di oggi non possiamo dire “è così e basta” dobbiamo essere genitori aperti al dialogo, esprimere la nostra opinione ma senza la necessità di imporla o la presunzione di avere sempre ragione.

Cosa vuol dire l’espressione “OK Boomer”?

Ecco quando tuo figlio ti dice: “Ok Boomer”, vuol dire che la comunicazione non sta andando poi tanto bene ehehhe, “Ok Boomer” infatti è l’espressione utilizzata per stoppare il dialogo in quanto da parte dell’adulto è iniziata una “paternale” (la tipica paternale a cui i Boomers erano abituati) che i ragazzi di oggi non hanno voglia di subire.

Quindi se ti senti dire Ok Boomer, invece di storcere il naso, prova a fare un bel respiro e a capire se puoi utilizzare un approccio diverso, magari rivedi un po’ i contenuti del tuo discorso e la modalità in cui li stavi esponendo.

Ok Boomer non è un sinonimo di STAI ZITTO, questa espressione ha in se tutto un significato amplio e profondo perché significa in realtà una vera e propria volontà di non parlare con quella persona (genitore o adulto) a causa di una immensa differenza generazionale.

Ok Boomer significa: “Siamo troppo distanti, tu fai parte di un mondo che ora non c’è più, non posso capirlo e tu non puoi capire il mio, dietro il discorso che io faccio ci sono i valori della mia generazione, le mie esperienze le mie credenze, dietro i tuoi discorsi ci sono esperienze e credenze di anni e anni fa”

Insomma OK Boomer può essere per te un buon segnale per capire quando stai ricadendo in vecchi e anacronistici modi di fare che semplicemente con tuo figlio o tua figlia non funzionano più!

L’espressione nasce da un curioso e anche un po’ comico avvenimento politico recente, che sicuramente resterà nella storia, e che ha poi dato luogo all’uso virale di questa espressione, te lo racconto a breve, continua a leggere!

Di che generazione sei tu e di che generazione è il tuo adolescente?

Se non sei un Boomer, allora fai parte della Generazione X: i nati tra il 65 e l’80. Il tuo adolescente invece fa parte della cosiddetta Generazione Z che comprende tutti coloro che sono nati tra il 97 e il 2012.

La generazione X di cui fai parte è la generazione che ha visto nella musica e nella rivoluzione musicale il suo più grande strumento di ribellione e differenziazione dai loro padri Boomer. Una generazione che ha, inoltre, portato con se due novità da non sottovalutare: una nuova contrazione delle nascite e soprattutto ha introdotto il divorzio.  I figli della Generazione X, i cosiddetti Millenials e la Generazione Z sono i primi al mondo ad essere cresciuti con genitori separati.

Ma quindi perché tuo figlio ti dice “ok Boomer” anche se sei più giovane?

Beh ci sono 2 motivi per cui accade questo:

  • Non conosce bene le definizioni delle diverse generazioni e non si rende conto che Boomer e Generazione X sono due diverse generazioni.
  • L’espressione Boomer ormai non è strettamente legata alle definizioni dei gap generazionali, è semplicemente un’espressione che vuol dire “Tu sei di un’altra generazione, non parliamo la stessa lingua”

Come puoi rispondere a tuo figlio per fargli capire che anche se non sei di questi tempi, ti tieni aggiornato e aperto all’evoluzione?

Invece di prendertela tanto quanto ti dice “Ok Boomer”, perché ti zittisce o perché sembra che ignori le tue parole, e invece di sentirti vecchia/o, puoi rispondergli “Ok Z” oppure “Ok generazione Z” …magari susciterai una gran bella risata e questo potrà sciogliere il ghiaccio che si crea durante una conversazione tra due persone con due punti di vista troppo differenti.

Poi puoi approfondire, senza essere saccente mi raccomando, e spiegargli che i Boomer sono le persone più grandi di te e che tu sei un fiero membro della generazione X, la generazione della musica, di alcuni ideali ecc ecc (conosci gli ideali della tua generazione vero?).

Magari potresti stupirlo raccontandogli come è nata l’espressione OK Boomer, se non lo sai te lo racconto io di seguito: l’espressione nasce dalla deputata neozelandese Chlöe Charlotte Swarbrick , una Millenial di anni 25, che durante il suo intervento in aula, infastidita da un suo collega più anziano che borbottando la interrompeva, lei ha fatto un cenno di stop con la mano esclamando velocemente “ok Boomer” e così è riuscita a zittirlo e a continuare il suo discorso.

Accettare che un figlio ti chiami Boomer o che ti dica Ok Boomer, signifca che devi dargli sempre ragione, che devi cambiare la tua personalità e rinunciare alle tue idee e ai tuoi valori?

No assolutamente no, accettare questa espressone significa recepire che a parlare in quel momento non solo un genitore e un figlio ma due esseri viventi appartenuti a generazioni differenti.

Capire ciò significa evitare che la conversazione degeneri, frenare gli istinti e anche diventare un po’ più aperti rispetto alle nuove idee. La generazione Z non viene solo a farci danno e a “zittirci” ma anche a farci riflettere! A farci evolvere.

Ciò detto, non vuol dire che se ci sono circostanze con le quali siamo in completo disaccordo dobbiamo cambiare per i nostri figli e calpestare i nostri valori, noi dobbiamo ascoltare tutto, non attaccare, dire la nostra opinione e non giudicare.

Queste ultime 4 azioni sono le fondamenta per una buona conversazione anche tra un Z e un Boomer!

Credo, a questo punto, di averti chiarito un po’ le idee e averti dato anche spunti interessanti per migliorare la comunicazione con il tuo figlio adolescente.

Non mi resta che salutarti: CIAO BOOMER!

Nan Coosemans

Family Coach, Youth Trainer e fondatrice di Younite

Nan Coosemans

Nan Coosemans

Fondatrice di Younite®, Family e Youth Coach, Autrice del libro “Quello che i ragazzi non dicono” ed. Sperling & Kupfer e mamma di 3 figli. Lavoro da oltre 20 anni nel mondo dello sviluppo personale. Ho fondato Younite® nel 2010 e Genitori in Azione nel 2016, la prima scuola online per genitori con adolescenti. Ho studiato vari anni in America, Olanda e Inghilterra integrando il lavoro sviluppato con con NLP, TLT, VT® e Family Therapist. Insieme alla squadra di Younite® ho lavorato con migliaia di ragazzi e famiglie in Olanda & Italia. Sono co-fondatrice dell'Accademia YADA, la prima scuola di formazione per diventare Family o Youth Coach in Italia
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